Attualità
Il presidente dell'Avis Foligno, Luca bellagamba
Si è aperto con il segno meno il 2026 dell’Avis folignate. Meno 280 donazioni, tra sangue e plasma, nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo (gennaio-marzo) del 2025. L'istantanea arriva dai dati pubblicati sul sito dell’associazione regionale, aggiornati al 22 marzo. Se nel primo trimestre dello scorso anno il Sit (Servizio immuno trasfusionale) di Foligno aveva registrato 1184 donazioni, quelle raggiunte da inizio anno al mese appena trascorso sono state 904. A colpire in particolare il dato di marzo, che con 321 donazioni segna il -42,78% sul 2025, quando il bilancio mensile si era chiuso a quota 561. Numeri quasi dimezzati, in sintesi. Più lieve lo scarto con lo scorso anno per le donazioni dal primo gennaio al 28 febbraio: 583 (di cui 515 di sangue intero e 68 di plasma) contro 623, per un calo del 6,2%. Numeri in rosso che non sfuggono al presidente dell’Avis folignate, Luca Bellagamba, impegnato con i soci della sezione cittadina a diffondere la cultura della donazione.
“PESA LA CARENZA DI PERSONALE SANITARIO”
“Abbiamo avuto una stagione invernale piena di influenze che ha giocato alcune difficoltà - spiega - ma a pesare è soprattutto la riduzione dell’orario di apertura per le donazioni, cui ha costretto la carenza di personale sanitario. Se prima l’orario era dalle 7.30 alle 10.30, da novembre la chiusura è stata anticipata inizialmente alle 10 e poi alle 9.30, che si traduce in 13 “posti” in meno ogni giorno. Questo oltre all’impossibilità attualmente di proporre un’apertura straordinaria, come avveniva in precedenza, una domenica per ogni mese dispari. Ad esempio, alle 561 donazioni del marzo 2025, come Avis Foligno avevamo contribuito con 412 donazioni, quest’anno non abbiamo superato le 320”. In sintesi: una perdita di circa 100 donazioni.
Sulla bilancia ci sono anche altri fattori, come le condizioni di salute e la “perdita” di donatori per motivi di salute o per il superamento della soglia dei 65 anni. Fattore quest’ultimo che pesa perché il nostro “zoccolo duro” è costituito dai donatori storici. Donatori alla chiusura del 2025 hanno raggiunto quota 2.813 (per un totale di 3.899 donazioni), con 210 nuovi iscritti che hanno “sopperito” ai 216 cancellati. “Inoltre qualche difficoltà per i donatori ha rappresentato anche il passaggio al nuovo sistema informatico sanitario regionale - aggiunge - non semplice soprattutto per i meno giovani”.
L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE
Ma l’Avis folignate non si perde d’animo e con il presidente continua a lavorare in modo capillare sul territorio per sensibilizzare la cittadinanza all’importanza della donazione. “Da parte nostra - spiega il presidente - stiamo facendo di tutto per essere presenti a tutti gli eventi della città, sportivi, culturali, le manifestazioni, con impegno e determinazione per rafforzare il rapporto sia con i donatori, che sono la nostra grande risorsa, sia coinvolgendo le persone che ancora non lo sono. Possiamo chiedere alla cittadinanza di fare uno sforzo in più per esserci vicini e avvicinarsi alla donazione, ricordando che il sangue non è qualcosa che possiamo riprodurre in laboratorio ma dipende dalla donazione”.
E di iniziative l’Avis ne ha già messe a segno numerose, tra donazioni collettive che hanno coinvolto forze dell’ordine, forze armate, vigili del fuoco, ma anche associazioni e realtà cittadine, e il lavoro prosegue per coinvolgere tutte le realtà cittadine, incluse le forze economiche attraverso le associazioni di categoria. Sono inoltre in programma nuove iniziative: “Riproporremo una campagna di sensibilizzazione con l’affissione di manifesti” - annuncia - “e anche il nostro periodico e la proiezione nei cinema della città di filmati per sensibilizzare gli spettatori. Ribadiremo anche la collaborazione con l’Aido (Associazione italiana donatori di organi) nel concorso di poesia Città di Foligno, e proseguiremo il progetto con i medici di medicina generale con ambulatorio nel Comune di Foligno. Non ci fermiamo - conclude - andremo avanti con l’obiettivo di aumentare il numero di donatori, e questo grazie anche al grande lavoro del personale della nostra associazione e dei ragazzi del servizio civile che ci stanno dando tutto, e sono davvero una grande risorsa”.
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