Attualità
Un’entrata da gran museo. Poi il cammino tra piccoli lavori e alla fine della galleria il gran finale: un plastico del Campo de li Giochi e un palio di giostra con gli stemmi dei dieci rioni.
È un viaggio, prima ancora che una mostra, “La nostra Quintana”, allestita a Palazzo Candiotti da lunedì a domani. Un viaggio negli occhi e nel cuore dei bambini e dei ragazzi che frequentano i servizi per i minori della Usl Umbria 2, protagonisti di un progetto che nasce in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo.
A guidarli, gli educatori de La Locomotiva società cooperativa sociale, insieme all’arteterapeuta Pietro Ricci e al pedagogista musicale Gianluca Bonacci. Ma ciò che si respira non è solo il risultato finale: è il percorso. È l’emozione vissuta passo dopo passo nei luoghi simbolo della Quintana, dalla visita al Campo de li Giochi al Museo, fino all’incontro con l’anima più autentica dei rioni, tra le taverne di Pugilli e Spada.
Un’immersione vera, fatta di sguardi curiosi, mani che creano, cuori che scoprono. Tante le emozioni trapelate durante la conferenza di inaugurazione che si è tenuta lunedì pomeriggio a Palazzo Candiotti alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali Lorenzo Schiarea, e del magistrato dell’Ente Giostra Lucio Cacace che è stato anche colui che ha guidato i ragazzi nella loro visita al Campo de li Giochi.
“Sono io a dovervi ringraziare per avermi fatto vivere questa emozione”, ha commentato. “La Quintana è un evento simbolo della nostra città e sembrava giusto onorarla e farla conoscere ai ragazzi che si sono appassionati e hanno fatto appassionare anche noi”, ha detto Marco Savastano, educatore de La Locomotiva, che visibilmente commosso ha trasmesso ai presenti il coinvolgimento dei ragazzi e il loro modo di vedere e di far conoscere agli altri un evento cittadino che tutti pensavamo di conoscere ma che loro ci hanno mostrato con altri occhi.
“Il mio ringraziamento va soprattutto a questi ragazzi che hanno una grande capacità di mettersi in gioco e alle loro famiglie che ci danno la loro fiducia”, ha detto Simone Fagioli, presidente de La Locomotiva. Non solo disegni e opere artistiche perché i ragazzi come veri propri tamburini hanno partecipato a dei laboratori di musicoterapia dove si sono cimentati nei suoni tipici della Quintana. Una mostra che non si limita a raccontare una tradizione ma la fa sentire, la fa vivere, e soprattutto, la fa vedere con occhi nuovi.
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