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Attualità

Foligno, maestre in sciopero: “Così i nidi non reggono”

Tutte in largo Carducci con i sindacati contro la carenza di organico. Menichini: “Occorrono decisioni o non si va più avanti”

Giulia Silvestri

01 Aprile 2026, 10:56

Foligno, maestre in sciopero: “Così i nidi non reggono”

Tutte in piazza, nonostante la pioggia e il forte vento, per far sentire la propria voce. Erano tutte lì, tra largo Carducci e piazza della Repubblica, ieri le 28 educatrici dei nidi comunali, per protestare contro le criticità che si trovano ad affrontare da diversi mesi, legate a carenza di personale, precariato e i conseguenti carichi di lavoro. Nel giorno dello sciopero - oltre ai sindacati Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb e i consiglieri di minoranza di Pd, Movimento 5 Stelle, Foligno in Comune e PattoxFoligno tutti presenti - con loro anche le colleghe di ieri e quelle che, finiti i 48 mesi a tempo determinato, cesseranno di prestare servizio. Anche per loro le maestre sono scese in strada per chiedere “risposte” per quel servizio che ad oggi accoglie 172 bambini.

“Siamo in piazza perché l'organizzazione dei nidi ora non prevede una diversificazione della retta e il tetto massimo di bambini che possono fermarsi il pomeriggio - ha spiegato Monica Menichini, dirigente sindacale - Il rapporto educatore-bambino per legge è di 1 a 8 ma non essendo in servizio tutte le educatrici si rischia di non poterlo rispettare, soprattutto nelle code di apertura e di chiusura dei nidi. Abbiamo bisogno di personale in più per coprire questi rapporti”. Una difficoltà che era stata “tamponata” con 4 assunzioni a tempo determinato, “ma abbiamo avuto una maternità e due malattie lunghe, dovute proprio al carico del lavoro - ha aggiunto - e per una è terminato il contratto, un’altra sta coprendo una maternità che non è stata sostituita, e le altre due sono in scadenza a maggio e a luglio. Se non si prende una decisione ora i nidi non possono più andare avanti”.

E proprio in quel che manca ora - rette differenziate e tetto per il tempo lungo - c’è la proposta per provare a risolvere la situazione. Insieme alla richiesta di stabilizzazioni e di “una graduatoria utile per le supplenze lunghe”. Richiesta che va oltre quei “primi segnali” arrivati e che parlano di un’assunzione subito e una nel 2027. “Ci sono stati dei passi in avanti - ha detto Andrea Russo (Uil Fpl) - il Piao ha previsto delle soluzioni ma ancora non sono definitive, e quindi siamo qui per badire l’importanza di proseguire il dialogo con l’amministrazione e individuare soluzioni efficaci ed efficienti”. “Questo di oggi è il miglior segnale che le educatrici potevano esprimere: un grande senso di responsabilità” ha aggiunto Cristiano Alunni (Fp Cgil) sottolineando come lo sciopero “non è contro qualcosa o qualcuno, ma è per mantenere elevata la qualità di questo servizio, per le famiglie e i bambini”.

“Le educatrici oggi hanno tirato fuori tutto il loro coraggio per difendere i propri diritti” ha detto Giovannino Pirone (Usb) evidenziando anche i rischi legati alla professione: “Nel loro percorso lavorativo subiscono un rischio biologico, legato anche al prendere in braccio i bambini, e trovarsi quando mancano le colleghe perché ammalate e non sostituite o sistematicamente costrette a coprire i fabbisogni con lavoro straordinario, non fa bene al lavoro. Qui c’è una storia cinquantennale che vogliono portare avanti con dignità e non può essere sottoposta a incertezze”.

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