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Foligno, “Casa canonica inagibile”: i residenti di Forcatura chiedono interventi urgenti

Istanza di accesso agli atti firmata da 30 abitanti della frazione per avere risposte sul futuro dell’edificio danneggiato dal sisma del ’97

Giulia Silvestri

22 Marzo 2026, 11:54

Foligno, “Casa canonica inagibile”: i residenti di Forcatura chiedono interventi urgenti

La Casa canonica a Forcatura

Gli abitanti di Forcatura chiedono di poter tornare a fruire pienamente e soprattutto in sicurezza della piazza principale della frazione montana folignate. Qui dove si apre la Casa canonica che dopo il sisma del ’97 risulterebbe ancora inagibile, e dall’agosto scorso anche sbarrata dalle transenne posizionate dai vigili del fuoco con un intervento di messa in sicurezza, a seguito della caduta di alcune porzioni dell’edificio. Chiedono interventi urgenti i 30 residenti della “terrazza sulla palude di Colfiorito”, che per questo hanno firmato un’istanza di accesso agli atti per ricevere tutta la documentazione sull’edificio, accompagnata alla richiesta di chiarimenti sul futuro dell’edificio di proprietà della diocesi.

L’istanza, curata dall’avvocato Valeria Passeri, è stata indirizzata all’Economato del Vaticano, alla parrocchia di Maria S.S. Assunta, alla Diocesi di Foligno, al Comune, ai vigili del fuoco, alla Regione Umbria e alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio. Tutti soggetti cui i cittadini chiedono di poter prendere visione della documentazione relativa all’eventuale presenza di vincoli storici o paesaggistici, documentazione tecnica, perizie o ordinanze relative allo stato di agibilità e pericolosità, ed eventuali procedimenti in corso sull’edificio. E soprattutto le intenzioni rispetto a eventuali interventi di riqualificazione o, al contrario, di demolizione. In ogni caso, i firmatari sottolineano l’urgenza di riqualificare l’area non solo nell’ottica della sicurezza, ma anche per garantire la “coesione sociale”, che passa anche per la fruizione di questo spazio della frazione.

“L’interesse della cittadinanza è di avere una situazione di maggiore decoro urbano e anche di maggiore spazio: ad oggi viene meno quello per i posti auto e anche le vie vengono intercluse - spiega l’avvocato Passeri - pertanto chiedono o che venga messa in sicurezza ai fini di ridare dignità alla frazione, che è anche molto ambita dal turismo, oppure di demolirla, e comunque che dopo tutto questo tempo venga fatto un intervento di riqualificazione dell’area.” In tal senso i residenti chiedono lumi anche su eventuali contributi assegnati dopo il sisma e sulle risorse disponibili ad oggi eventualmente disponibili. “La ratio è garantire una qualità di vita, che parte anche dall’architettura urbanistica di questi borghi che vanno valorizzati perché sono sempre più ricercati - prosegue l’avvocato Passeri - altrimenti si rischiano il degrado e lo spopolamento.” L’istanza, corredata dalle fotografie, è stata inviata e ora i firmatari attendono un riscontro entro i 30 giorni a disposizione delle autorità competenti; decorso questo termine “si riservano - è spiegato nella nota - di adire alle sedi opportune per tutelare i propri interessi e i diritti della comunità”.

Giu.Sil.

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