Attualità
La cripita della cattedrale di San Feliciano
La città si prepara a ritrovare uno dei suoi gioielli più preziosi. La cripta della cattedrale di San Feliciano riaprirà ai folignati e ai turisti che dal prossimo 20 aprile avranno l’opportunità di lanciarsi alla scoperta del cuore della chiesa madre della città. E questo grazie alle visite guidate messe in agenda dalla Diocesi e dalla parrocchia guidata da don Cristiano Antonietti, per offrire “un viaggio millenario tra fede, arte e architettura”.
“Il 20 aprile partiranno queste visite guidate che si svolgeranno su prenotazione - spiega don Antonietti - e che saranno un accompagnamento catechetico liturgico oltreché storico e artistico alla riscoperta della cattedrale e in modo particolare della cripta, che è stata risistemata recentemente. I partecipanti potranno visitare la cappella delle reliquie maggiori, da quella di San Feliciano a quelle più antiche e storiche, fino agli spazi interni che mostrano il percorso romanico della chiesa e la prima parte della cattedrale, dove sorgeva l’antico cimitero di Foligno”.
Una novità che arriva a poco più di un anno dalla riapertura della cattedrale di San Feliciano, dopo i lavori post sisma seguiti al terremoto del 2016. E che ora è pronta a offrirsi ai visitatori in un percorso tra fede, storia e arte. Come spiegato nella nota della diocesi che accompagna l’annuncio delle visite, il percorso “si snoda dalla maestosità della navata centrale, dove il genio neoclassico di Giuseppe Piermarini incontra le tracce deiu secoli precedenti, fino a scendere nel “ventre” della terra. E’ qui, nella Cripta di San Feliciano, che l’atmosfera si fa magica: tra colonne antiche e silenzio referenziale, si respira la storia delle prime comunità cristiane umbre”. Le visite, che saranno solo su prenotazione (al numero 3207662348 o via email all’indirizzo parrocchiasanfeliciano@gmail.com) sarebbero però solo il preludio di un percorso più ampio che riconsegnerà altri scrigni di bellezza. “Le visite - prosegue don Antonietti - si pongono nella prospettiva da qui a ottobre di aprire anche l’antico carcere episcopale che si trova all’interno della sagrestia, la sagrestia stessa anche questa ripristinata, e che custodisce diverse opere d’arte, e la sala dei Canonici che custodisce anche il busto di Leone XIII”. A guidare i visitatori saranno alcuni responsabili catechetici e non solo della parrocchia, ma centrale sarà il ruolo dei giovani: “Questo percorso vuole aiutare anche i giovani laureati in attesa di lavoro che saranno coinvolti come accompagnatori - conclude - un modo per aiutarli ad emanciparsi e a sentirsi a casa in mezzo alla bellezza della nostra chiesa”.
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