Attualità
Francesco Stella
Si è spento a 101 anni Francesco Stella, partigiano folignate, uomo di montagna e memoria, capace di attraversare un secolo lasciando tracce profonde tanto nella storia quanto nell’arte. Nato a Morro di Foligno, Stella fu tra i protagonisti della Resistenza nella quarta Brigata Garibaldi, impegnata nelle aree montane tra Foligno, Trevi e le Marche. Le esequie si terranno domani, mercoledì 18 marzo, alle 10.30, nella chiesa di San Paolo Apostolo, in via del Roccolo.
Il suo nome resta legato ai racconti di guerriglia sulle montagne e a un impegno civile mai venuto meno nel dopoguerra, tra l’Anpi – nella sezione folignate Franco Ciri e a livello provinciale – e le organizzazioni sindacali. Nel 2016 era stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme agli altri partigiani italiani, riconoscimento simbolico di una vita spesa per la libertà.
A restituire il profilo più intimo è il figlio Claudio: "Ciò che più mi ha colpito nei racconti di mio padre è sempre stata la sua visione ampia del mondo" . Classe 1924, originario di un piccolo paese di montagna, Francesco si formò in un contesto semplice, arricchito però da una visione più ampia trasmessagli dal padre, emigrato negli Stati Uniti tra il 1912 e il 1920. “Alla propaganda sulla grandezza di Mussolini – ricordava – lui, che aveva visto l’America, reagiva ridendo”.
"Entrò nelle Ferrovie nel 1943, a Orte, ma l’anno dopo lasciò tutto per scegliere la lotta partigiana nelle fila della Brigata Garibaldi. Da quel momento la sua vita si muove sul filo sottile tra coraggio e pericolo, in una successione di episodi che lui stesso fissò in un breve memoriale: “Se torno con la memoria a quegli anni, capisco di aver attraversato situazioni così estreme da considerare la mia sopravvivenza quasi un miracolo”".
Nelle sue parole resta il senso ultimo di quella scelta: "Sono convinto che sia valsa la pena combattere, perché l’Italia nata dalla lotta partigiana, pur con i suoi difetti, è infinitamente migliore di quella fascista". Parole che non sono solo memoria, ma un lascito netto, affidato alla storia e alla coscienza di un Paese.
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