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Foligno, il Paradiso di Dante rivive nelle belle lettere di Giampiero Bianchini: l'omaggio a San Francesco nell'ottavo centenario della morte

Il calligrafo ha trascritto i versi dell’XI canto: “Lavoro come gli amanuensi di una volta”. La sua pergamena esposta nella biblioteca comunale

13 Marzo 2026, 13:07

Foligno,iIl Paradiso di Dante rivive nelle belle lettere di Giampiero Bianchini: l'omaggio a San Francesco nell'ottavo centenario della morte

Tra l’odore dell’inchiostro e il silenzio concentrato di chi scrive come mille anni fa, alla biblioteca comunale di Foligno prende forma un piccolo viaggio nel tempo. Sul grande foglio formato manifesto, 70 per 100, le lettere gotiche italiane scorrono ordinate e solenni, una dopo l’altra, come in un antico scriptorium medievale. Non è un reperto ritrovato in un monastero, ma l’opera di un uomo del nostro tempo: Giampiero Bianchini, ufficiale in pensione della Polizia Locale, che a Foligno è ormai considerato l’amanuense del Terzo Millennio.

In occasione delle giornate dantesche, da mercoledì nella vetrina al piano terra della biblioteca è esposto uno dei suoi lavori più impegnativi: la trascrizione integrale dell’XI canto del Paradiso (vv. 37-51), realizzata in caratteri gotici su una pergamena acquistata a Fabriano. Un’opera dedicata a San Francesco, nell’ottavo centenario della morte. I capolettera rossi e i fiori d’acanto accendono la pagina e restituiscono l’atmosfera dei codici medievali. Basta fermarsi davanti al foglio e immaginare per un attimo di tornare indietro di secoli.

“A me piace narrare la storia con precisione - racconta Bianchini - e lo faccio partendo sempre dalle fonti. Sono quasi in dirittura d’arrivo con un’altra grande pergamena sul Cantico delle Creature”. Bianchini è un innamorato delle storie e della Storia. Un uomo che ha trasformato il tempo libero in una passione rigorosa e paziente.

Per realizzare il manoscritto sul Paradiso ha lavorato quasi un mese, lettera dopo lettera, usando inchiostro di colore ocra scuro. “Le belle lettere sono una delle mie passioni più forti - dice con orgoglio - e amo perdermi nella regolarità rilassante di una pagina ben vergata. Ho curato questa passione sin da bambino, grazie a mia madre, la maestra Pina Tacconi, che dipingeva e curava molto la calligrafia. In questi anni ho capito che ancora oggi la calligrafia ha campi di applicazione quasi inesplorati. A praticarla siamo pochi: sognatori, nostalgici e un po’ pionieri”.

Le sue mani vestono le parole con la stessa cura degli antichi monaci copisti. Dietro ogni pergamena ci sono studio, esercizio e una ricerca costante della bellezza. Non a caso le sue opere sembrano uscire da un altro tempo. “Quello che il pubblico chiama talento - osserva - per noi calligrafi è soprattutto il risultato di chilometri di inchiostro scritti su carta”.

Negli anni Bianchini ha realizzato pergamene personalizzate, attestati d’onore, documenti celebrativi decorati con capolettera dipinti e inserti in oro. L’Ente Giostra della Quintana lo considera il proprio scriptor, e molte delle sue opere sono state commissionate anche dal Comune di Foligno per cerimonie ufficiali e ospiti illustri. Bianchini cura anche l’album con i nomi dei Prefetti. In questi giorni è già al lavoro su un nuovo incarico: la pergamena che accompagnerà la cittadinanza onoraria conferita a padre Vincenzo Lolli, parroco della chiesa di San Nicolò.

La sua arte, però, non è soltanto calligrafia. È fedeltà assoluta alle tecniche antiche. “Uso gli stessi materiali degli amanuensi di una volta: non pennini d’oca, ma pennini di diverse forme, fondamentali perché conferiscono tratti di scrittura differenti. Utilizzo pergamena vegetale, inchiostri naturali, tempere, oro zecchino, ceralacca e carta fatta a mano”. Anche le ricette degli inchiostri seguono spesso quelle tramandate nei secoli.

Così, nel cuore di una città moderna, tra biblioteche e manifestazioni culturali, continua a vivere un gesto antico: quello di una mano che, con pazienza, trasforma l’inchiostro in memoria.

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