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Ospedale di Foligno, dalla Fondazione Cassa di Risparmio un nuovo ecografo di ultima generazione per l'Epatologia

L'Ente guidato dalla presidente Sassi ancora una volta in campo per la sanità: “Quando una donazione riguarda la salute è una vittoria per la comunità”. La responsabile della struttura, Pensi: "Potremo ampliare le possibilità diagnostiche"

12 Marzo 2026, 12:36

Ospedale di Foligno, dalla Fondazione Cassa di Risparmio un nuovo ecografo di ultima generazione per l'Epatologia

Tra pareti strette e camici bianchi assiepati nell’ambulatorio di epatologia al piano terra dell’ospedale, ieri mattina si è respirata l’aria delle occasioni che contano. In uno spazio angusto ma carico di attesa è stato inaugurato il nuovo ecografo di ultima generazione donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno: una tecnologia destinata a rafforzare diagnosi e cure per un territorio vasto e popoloso. Ad accogliere la presidente della Fondazione, Monica Sassi, c’era il cuore operativo dell’ospedale: il direttore sanitario Alfredo Notargiacomo, la direttrice del presidio ospedaliero, Orietta Rossi, la responsabile della struttura semplice dipartimentale di Epatologia Maria Oliva Pensi, numerosi primari e specialisti.

Più che un semplice taglio del nastro, è stato un momento di orgoglio condiviso. Il bacino di utenza dell’ospedale comprende i comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina, un’area che può arrivare a servire tra 150 mila e 300 mila abitanti. In questo contesto, dotarsi di una strumentazione diagnostica di ultima generazione significa consolidare il ruolo del nosocomio tra le eccellenze della sanità umbra.

Nel presentare il nuovo apparecchio, la dottoressa Pensi lascia trasparire un sollievo che è anche quello di un intero reparto. L’ecografo utilizzato fino a ieri, spiega, era ormai obsoleto. “Siamo un punto di riferimento regionale per le patologie epatiche e avevamo bisogno di una tecnologia di fascia alta. Questo ecografo non servirà soltanto per la diagnosi delle malattie del fegato, ma anche per il monitoraggio dei pazienti oncologici. Grazie ai nuovi software possiamo ampliare molto le possibilità diagnostiche”.

La tecnologia consente infatti di affrontare con maggiore precisione anche patologie sempre più diffuse come la steatosi epatica, una malattia metabolica legata all’accumulo di grasso nel fegato. “Il sistema – spiega Pensi – è in grado di valutare il grado di severità della steatosi. Fino a pochi anni fa questa patologia era poco considerata, perché l’attenzione era concentrata soprattutto sulle epatiti virali”. Oggi lo scenario è cambiato. La steatosi è una condizione multifattoriale, spesso legata a sedentarietà, alimentazione ricca di zuccheri e grassi saturi, obesità addominale, insulino-resistenza e predisposizione genetica.

“È una tendenza che ci preoccupa – aggiunge – perché sempre più spesso osserviamo stili di vita poco sani anche tra i giovani. Alimentazione disordinata e scarsa attività fisica stanno anticipando problemi che un tempo vedevamo soprattutto in età adulta”. Il nuovo ecografo permetterà di valutare con maggiore precisione l’intensità della steatosi e di intervenire prima che la patologia evolva verso danni più gravi del fegato.

Per la presidente della Fondazione Monica Sassi, la donazione rappresenta molto più di un investimento tecnologico: “Quando una donazione riguarda la salute è una vittoria per tutta la comunità. È una vittoria per il territorio e per i professionisti che lavorano in questo ospedale, perché saranno loro a moltiplicare il valore di ciò che mettiamo a disposizione. Più l’ospedale è forte, più è forte la comunità che lo circonda”. Sassi ricorda anche il ruolo storico della Fondazione nello sviluppo delle tecnologie sanitarie locali. Il San Giovanni Battista, infatti, fu tra i primissimi in Italia a dotarsi di una Pet-Tc, con un reparto di medicina nucleare operativo già dal 2004, proprio grazie al sostegno della Fondazione.

A suggellare la mattinata, tra tecnologia e tradizione, è arrivata anche la benedizione del nuovo ecografo da parte del cappellano dell’ospedale, il diacono Piergiorgio Selvi.Un gesto simbolico che ha chiuso la cerimonia ma ha aperto una nuova stagione per il reparto: più strumenti, più diagnosi precoci, più possibilità di cura per un territorio che guarda a questo ospedale come a un presidio essenziale di salute e fiducia.

 

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