Cronaca
Il 25enne è stato arrestato in flagranza dai carabinieri. Nel riquadro i soldi la droga sequestrati
Si è riparato dalla pioggia sotto il tendone del chiosco, e quando ha visto un bel paio di forbici da potatura poggiate sul tavolino, le ha afferrate e di colpo, ha assalito l’anziana titolare. Subito dopo la figlia. E quindi, poco più tardi, un uomo giunto in soccorso delle due, finite sotto la raffica di forbiciate di cui portano ancora ben visibili i segni. Una violenza e una “furia” che ancora non riescono a spiegarsi la 78enne e la 49enne, mamma e figlia, titolari di un chiosco per la vendita dei fiori che si apre nei pressi del cimitero centrale, finite vittime della brutale aggressione andata in scena sabato scorso, poco prima delle 8, ad opera di un 25enne folignate.
Il giovane ora è in carcere con l’accusa di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi o oggetti atti ad offendere. Con sé, infatti, il ragazzo aveva anche circa un etto di hashish, e un’altra decina di grammi tra hashish e cocaina e una piccola dose di marijuana, trovati invece in casa, dai carabinieri della compagnia folignate che lo hanno arrestato in flagranza, dovendo ricorrere all’utilizzo del taser e dello spray al peperoncino.
“Si era fermato a guardare i fiori in silenzio, poi si è diretto verso altri chioschi e successivamente lo abbiamo rivisto qui sotto la tenda” raccontano mamma e figlia che ancora conservano nitide le immagini di quella mattina. Nessuna discussione. A malapena uno scambio di parole con una delle due che le ha chiesto se potesse servirgli qualcosa, come di consueto si fa con la clientela, e il ragazzo che avrebbe risposto solamente che si stava riparando dalla pioggia. Una manciata di secondi prima dell’inferno. “Ho visto che ha puntato gli occhi sulle forbici, le ha prese e ho detto subito ‘mamma scappa’ - prosegue la figlia - ma non ha avuto il tempo, l’ha raggiunta, l’ha buttata a terra e ha iniziato a colpirla con le forbici sulla testa, sulle spalle, in più punti. Poi si è accanito anche sopra di me, mi ha dato un cazzotto sulla bocca e ha continuato”.
Una girandola di forbiciate ora alla madre ora alla figlia, costate alcune lesioni, fortunatamente non gravi, per le quali le donne sono state portate al pronto soccorso. Fortunatamente le forbici sarebbero state dimedie dimensioni. “Cercavamo di aiutarci a vicenda ma non ci riuscivamo, era una furia.” E quando ha visto un uomo, il 54enne, giungere in soccorso delle due, “si è accanito anche su di lui”, proseguendo a infierire anche sulle due donne. “Poi ha mollato ed è andato via, abbiamo chiamato le forze dell’ordine, i carabinieri sono arrivati subito e dopo pochi minuti lo hanno preso”.
I militari agli ordini del capitano Antonello Maria De Sanctis, infatti, hanno prontamente raggiunto il chiosco e, perlustrata la zona, nel giro di poco sono riusciti a rintracciare il giovane trovato in evidente stato di alterazione psico-fisico. Anche al cospetto dei carabinieri avrebbe mostrato un atteggiamento aggressivo, brandendo le forbici e rivolgendole contro i militari, nel tentativo di sottrarsi al loro controllo. Un’aggressività cui nulla sono valsi i tentativi di riportarlo alla calma dei carabinieri che si sono così visti costretti a ricorrere all’utilizzo del taser e dello spray al peperoncino.
Sottoposto a perquisizione poi il ragazzo è stato trovato in possesso di circa 100 grammi di hashish; un’altra decina tra hashish e cocaina sono stati poi sequestrati nella sua abitazione, insieme a una piccola dose di marijuana, un bilancino di precisione e 340 euro in contanti, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. Il 25enne è stato quindi arrestato in flagranza e, su disposizione della Procura di Spoleto, condotto in ospedale, dove è stato ricoverato e piantonato fino al rito direttissimo. Il giovane è già comparso davanti al giudice che ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.
Le vittime fortunatamente non hanno riportato lesioni gravi, ma restano forti, quelle sì, le ferite nell’anima per una violenza cui non avrebbero mai pensato di assistere, tanto meno di vivere. “Probabilmente stiamo più male ora di quel giorno, rivedo ancora la scena - dice la figlia - È una cosa che ci ha segnato a vita”.
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