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A Foligno nasce Città Europa, la nuova sfida di Mauro Masciotti: "Il faro sarà il bene comune"

L'ex candidato sindaco del centrosinistra ha presentato un nuovo movimento politico di area progressista

Giulia Silvestri

02 Febbraio 2025, 17:12

A Foligno nasce Città Europa, la nuova sfida di Mauro Masciotti: "Il faro sarà il bene comune"

Mauro Masciotti e le co-fondatrici di Città Europa, Lucia Coco e Angela Bravi

Tre sfide: etica, politica e culturale. Il mezzo la partecipazione, motore di quella “forza del noi” con cui dare gambe a una “rivoluzione gentile”, che guarda a una rinascita della città, della sua “comunità” perché sia sempre più protagonista. E’ l’obiettivo di Città Europa, il nuovo movimento politico nato a Foligno, capitanato dall’ex candidato sindaco del centrosinistra, Mauro Masciotti, che sabato 1 febbraio mattina si è presentato ufficialmente alla città in un’affollata sala del City Hotel & Suites, che ha riunito molti simpatizzanti e anche qualche curioso della nuova forza politica.

Forza che si pone come “prosieguo” del percorso iniziato dalla coalizione progressista lo scorso anno in vista delle elezioni amministrative, come spiegato da Masciotti, che ha presentato il movimento insieme a due co-fondatrici, Lucia Coco e Angela Bravi: “E’ un momento per ribadire la mia, la nostra presenza in quella che è stata una scelta politica che per me lo è stata di fatto di vita - ha detto - e questo comporta che anche al primo inciampo non ci si ferma”. La forza si mantiene nell’area progressista, “con una propria modalità di partecipazione” e “aperta a tutti”. Pietre angolari l’equità e coesione sociale, la partecipazione, un nuovo modello di welfare, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, una città accessibile per tutti, e per la pace, che guarda anche fuori dai confini regionali e all’Europa.

“Le nostre città devono tornare a essere comunità di cittadini, - ha spiegato - ci opponiamo a un’idea di città fatta soltanto di palazzi di potere, noi dobbiamo ridare luce alle nostre città, e dobbiamo creare ponti verso altre città, anche fuori regione e fuori dal nostro Paese, e dobbiamo farlo partendo dal nostro territorio. Guardiamo a un’idea nuova di partecipazione e di vita comune che deve riguardarci perché le povertà, le difficoltà sono sempre maggiori - ha aggiunto - si può fare politica anche senza avere il potere istituzionale, non bisogna aspettare le elezioni: bisogna lavorare oggi per il bene comune”.

Il sogno è quello di "rovesciare" una piramide dove “sempre più in pochi decidono”, andando a "risvegliare" la base . “Inizia un nuovo percorso - ha concluso - da lunedì lavoreremo solo per il bene della nostra comunità”. Bene comune, partecipazione attiva e inclusione al centro di una sfida politica, cui se ne affiancano una etica e una culturale. A partire da “un’etica dell’azione” come spiegato da Lucia Coco che ha illustrato tra le altre i “valori non negoziabili” del movimento, come il bene comune, ossia “recuperare la disaffezione alla politica, e essere vigilanti verso i conflitti d’interesse, per cui saranno ad esempio banditi cambi di casacca o atteggiamenti di carrierismo”. Ma anche una comunicazione “non violenta” e una partecipazione condivisa. Non ultima la sfida culturale, tra gli obiettivi principali come sottolineato da Angela Bravi: “Per noi - ha detto - una città che investe nella cultura fa crescere cittadini più consapevoli del loro ruolo individuale e collettivo”.

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