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ECONOMIA

L'analisi di Confcommercio: "A Terni il 60% dei visitatori si ferma al massimo un'ora"

Le proposte: "Tornare a ruolo di capoluogo di provincia"

Antonella Lunetti

10 Maggio 2026, 18:49

L'analisi di Confcommercio: "A Terni il 60% dei visitatori si ferma al massimo un'ora"

I numeri sono abbastanza inclementi: nel corso della settimana il 49% delle presenze di persone in centro ha una media di più di 55 anni. Peggio va alla permanenza: sul totale dei visitatori il 60% si ferma in centro per massimo un’ora, e di questi il 26% si trattiene per non più di 15 minuti. Le fascia di età 35-44 anni, identificabile come “segmento famiglia”, appare solo con un 13%. Meno drastico il quadro del week end, con il numero di giovani nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni che aumenta in media del 30%.

L’analisi è stata diffusa da Confcommercio. Dal giugno 2024, grazie alla piattaforma tecnologica attivata nell’ambito del Progetto Cities, l’associazione di Terni dispone infatti di dati significativi che permettono di fotografare la mobilità delle persone nel centro urbano. Le rilevazioni analizzano le presenze dei frequentatori non residenti, distinguendole per fasce d’età, provenienza geografica e tempi medi di permanenza. “Si tratta - spiega Confcommercio - di informazioni che danno un quadro oggettivo delle dinamiche urbane e delle criticità esistenti, offrendo indicazioni concrete per innovare le politiche di rilancio del centro”. La messa a sistema di questi dati, con quelli in possesso dell’amministrazione comunale, potrebbe orientare in maniera più efficace, secondo Confcommercio, le politiche urbane integrate, migliorando attrattività e vivibilità del centro cittadino e consentendo di monitorare l’effettiva efficacia delle misure adottate. Di seguito, dunque, l’analisi prodotta con una serie di proposte e strategie da attuare.

Servizi, socialità e nuove funzioni urbane

L’attrattività del centro, sia in termini di residenzialità che di frequentazione, dipende strettamente dalla qualità e dalla varietà dei servizi disponibili, pubblici e privati. Terni, come molte città italiane, sta affrontando trasformazioni profonde negli stili di vita e nelle abitudini di consumo. Cambiano i bisogni delle persone e diventa indispensabile costruire nuove risposte per tutte le fasce della popolazione. Nel centro cittadino non bastano negozi, bar e ristoranti. Occorrono anche servizi pubblici efficienti ed innovativi, attività formative, spazi culturali, occasioni di aggregazione, luoghi per il tempo libero e nuove forme di socializzazione. L’offerta di beni e servizi rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente ai fini dell’attrattività del centro. Servono nuovi approcci per costruire una città più viva, inclusiva e accogliente, capace di rafforzare l’identità dei suoi luoghi.

Collaborazione pubblico-privato: dalle intenzioni ai fatti

Una città può diventare motore di trasformazione soltanto quando istituzioni, imprese, università e società civile scelgono di agire insieme. Nel Protocollo d’Intesa per la Rigenerazione Urbana sottoscritto lo scorso anno tra Confcommercio e Comune di Terni era stata indicata la necessità di sviluppare strumenti di pianificazione partecipata e modelli di collaborazione pubblico-privata negli investimenti e nella gestione dei servizi. “A distanza di un anno, tuttavia - viene spiegato - emerge che la cultura della collaborazione deve ancora permeare una parte significativa dell’amministrazione comunale. Servono maggiore capacità amministrativa, competenze tecniche adeguate e una struttura organizzativa in grado di sostenere politiche urbane complesse e di lungo periodo. Le politiche per il centro storico non possono essere episodiche o frammentate. Occorrono strategie integrate, coerenti e continuative, capaci di mettere in relazione riqualificazione urbana, manutenzione dello spazio pubblico, sicurezza, pulizia, verde urbano, eventi, promozione territoriale e sostegno all’economia di prossimità”.

Programmare oltre il breve periodo

La riqualificazione urbana richiede tempi lunghi. È fondamentale costruire programmi pluriennali condivisi con le associazioni di rappresentanza, capaci di andare oltre la durata del singolo mandato amministrativo, cercando di evitare che ad ogni cambio di amministrazione si debba sempre ricominciare da zero. Le politiche urbane sono, per definizione, “politiche lente”: la necessità di ottenere risultati immediati non può spingere a scegliere solo interventi semplici o di immediato consenso.

Spazi pubblici e contenitori urbani come motori di comunità

“Riteniamo fondamentale - spiega Confcommercio - valorizzare i contenitori culturali e gli spazi pubblici già presenti nel centro cittadino: Bibliomediateca, Anfiteatro Fausto, CAOS, Foresteria, piazze e aree verdi possono diventare punti di riferimento per nuove forme di aggregazione, socializzazione e coesione comunitaria, soprattutto per le giovani generazioni. Attraverso modelli di collaborazione tra pubblico e privato è possibile attivare progettualità innovative capaci di rendere questi spazi realmente vissuti e attrattivi”. In questa prospettiva l’università diventa un “produttore di città”, capace di attrarre studenti, generare domanda, cultura e presidio sociale del territorio.

Eventi e turismo: serve un salto di qualità

I dati della piattaforma Cities evidenziano che la maggior parte degli eventi organizzati in città mantiene ancora una forte caratterizzazione locale: il pubblico proviene prevalentemente da Terni e dalla provincia, mentre è minima la presenza di visitatori regionali o provenienti da altre province. Questo significa che le iniziative attuali hanno ancora una limitata capacità di generare flussi turistici e permanenze in città. Al contrario, si conferma efficace la combinazione tra eventi e manifestazioni sportive, che riesce a produrre maggiore attrattività. Manca ancora una strategia organica capace di valorizzare pienamente il potenziale del territorio. I dati confermano inoltre la scarsa integrazione tra i flussi turistici della cascata delle Marmore e il centro urbano di Terni. È necessario superare la frammentazione delle iniziative e costruire una governance condivisa tra soggetti pubblici e privati, anche tra comuni limitrofi.

“Diventa sempre più strategico investire in un calendario di eventi artistici, culturali e musicali durante tutta la stagione estiva, rivolgendosi ad un pubblico almeno nazionale. Una programmazione continuativa - aggiunge Confcommercio - consentirebbe di intercettare parte dei flussi turistici presenti nel territorio regionale e nelle aree limitrofe, ma anche di limitare l’abbandono della città da parte dei residenti nei mesi estivi. Terni potrebbe caratterizzarsi come hub di servizi, spettacoli ed eventi culturali serali, concentrando risorse oggi disperse durante l’anno. L’esperienza del Baravai rappresenta un esempio concreto da cui ripartire, ampliando però la varietà delle iniziative e favorendo rispetto al passato, una maggiore integrazione tra pubblico e privato già nella fase di progettazione”.

Rilanciare il ruolo di Terni

Terni - è la conclusione - deve tornare a esercitare pienamente il proprio ruolo di capoluogo di provincia, recuperando capacità progettuale e visione strategica. Accanto al necessario sostegno al comparto manifatturiero, deve essere riconosciuto il valore dell’economia urbana. Lo sviluppo nasce dalla capacità di un territorio di creare relazioni: la città deve guardare alla regione ma anche fuori dalla stessa. Collaborare significa condividere dati, conoscenze e risorse, mobilitando anche investimenti privati verso obiettivi strategici che uniscano sviluppo economico e coesione sociale. Con il progetto Cities, Confcommercio - annuncia - continuerà a promuovere un approccio basato sulla collaborazione e sulla pianificazione integrata, nella convinzione che uno spazio pubblico di qualità, animato da un tessuto economico dinamico, rappresenti una condizione essenziale per il benessere dei cittadini e la prosperità delle imprese”.

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