Caro carburante
Mentre il mercato internazionale del petrolio prova a stabilizzarsi, alla pompa la musica non cambia: i prezzi dei carburanti, alla data di venerdì 10 aprile, scendono con un ritardo ingiustificato e in modo del tutto frammentario. Nonostante le quotazioni del greggio siano rimaste sotto la soglia dei 100 dollari, nonostante i timori legati alla tenuta della tregua in Medio Oriente, i consumatori italiani continuano a fare i conti con rincari a macchia di leopardo.
La denuncia di Massimiliano Dona (Unc)
Il quadro che emerge dall'analisi dell'Unione Nazionale Consumatori (Unc) è impietoso. Secondo il presidente Massimiliano Dona, la recente convocazione del Ministro Urso non ha prodotto gli effetti sperati.
"Si conferma che la moral suasion serve a ben poco. È incredibile: in alcune zone d’Italia assistiamo agli ennesimi rincari nonostante il petrolio sia in calo. Urge una modifica della legge che aiuti a combattere le speculazioni", attacca Dona commentando i dati basati sulle medie regionali del Mimit.
Mappa dei rincari: gasolio e benzina
L'analisi dei prezzi in modalità self scatta una fotografia dell'Italia divisa in due.
Il gasolio
Nelle ultime 24 ore, l'Abruzzo ha registrato il balzo peggiore con un aumento di 20 centesimi per un pieno da 50 litri. Seguono la Sicilia (+10 centesimi) e la Basilicata, insieme alla rete autostradale (+5 centesimi). Al contrario, la Liguria si distingue come la regione più "virtuosa" con un risparmio di 85 centesimi a rifornimento rispetto a ieri. L'Umbria si trova all'ottavo posto con (-10 centesimi).
La benzina
Sul fronte benzina, la Valle d'Aosta è l'unica regione a segnare un rialzo. Situazione di stallo in Molise, mentre il risparmio maggiore si registra in Lombardia e sulla rete autostradale, dove un pieno costa 30 centesimi in meno rispetto a 24 ore fa. L'Umbria è al terzo posto (-0,5 centesimi).
La classifica del caro-pieno: Bolzano e Sicilia maglie nere
Se guardiamo ai valori assoluti, le cifre restano preoccupanti. Per il gasolio, la provincia di Bolzano guida la classifica dei prezzi più alti con 2,209 euro al litro, seguita a ruota dalle autostrade (2,204 euro). Triste primato per la Sicilia, che per la prima volta sfonda il muro dei 2,2 euro (2,201 euro/litro). Le Marche si confermano, invece, la regione più economica per il diesel.
Anche per la benzina il podio del caro-prezzi non cambia:
1. Bolzano: 1,824 €/litro
2. Autostrade: 1,823 €/litro
3. Sicilia: 1,811 €/litro
In questo scenario, il Veneto si aggiudica il titolo di regione più virtuosa per chi viaggia con auto a benzina. Resta però il nodo politico e normativo: con cali così timidi e rincari locali improvvisi, la sensazione dei consumatori è che la discesa dei prezzi internazionali resti, per ora, solo sulla carta.
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