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ECONOMIA

Molini Popolari Riuniti ad Agriumbria 2026: il valore della "vera filiera" tra crescita e sfide globali

Fatturato in aumento e bilancio 2025 solido per la Cooperativa, che lancia il nuovo piano industriale nonostante le incertezze dello scenario internazionale

Redazione Web

31 Marzo 2026, 18:11

Molini Popolari Riuniti ad Agriumbria 2026: il valore della "vera filiera" tra crescita e sfide globali

La forza della filiera è l'asset strategico che giuda la partecipazione di Molini Popolari Riuniti ad Agriumbria 2026. La cooperativa - dopo il successo al Sigep di Rimini - torna nel cuore del comparto agricolo umbro per ribadire il concetto di "Racconto della vera filiera" - un percorso autentico, dal seme alla tavola, garantito da un controllo totale su ogni fase produttiva.

Nonostante il bilancio sia in fase di chiusura, i dati preliminari delineano un 2025 di forte espansione: "Il 2025 si conferma un anno importante che consolida ulteriormente l’Azienda - ha sottolineato il presidente di MPR, Matteo Baldelli -. Registriamo un fatturato in crescita e, soprattutto, un rafforzamento reddituale frutto di scelte strategiche ed efficientamenti gestionali. Il settore mangimistico resta un pilastro fondamentale, mentre il comparto panificazione continua la crescita grazie all'apprezzamento dei consumatori per prodotti di filiera come il pane Etrusco, il Residuo Zero e la classica Filetta di Ellera. In ambito agricolo abbiamo incrementato i cereali conferiti dai nostri soci e siamo riusciti a migliorare i servizi ai soci anche in termini di supporto tecnico con un ampliamento della rete e degli strumenti al servizio dell’agricoltore".

I risultati positivi fungono da trampolino per il nuovo piano industriale, un progetto ambizioso volto a potenziare il core business della Cooperativa. Non mancano tuttavia le preoccupazioni sugli impatti che gli scenari di guerra stanno avendo sull'economia. I rincari energetici e del carburante si stanno immediatamente traducendo in aumento dei costi di trasporto e di trasformazione, con i prezzi dei fertilizzanti ancora una volta schizzati in alto con dei riflessi già tangibili sul prossimo raccolto che necessariamente sarà penalizzato in termini di rese.

Il timore è quindi per una ripartenza della spirale inflazionistica, con lo spettro di quanto già visto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, pur in un contesto di stagnazione con consumi in calo. Il comparto agricolo è, infatti, il primo a subire questa condizione di volatilità a cui si aggiungono prezzi di mercato non adeguati. In un mercato agricolo colpito da prezzi instabili e costi di produzione imprevedibili, Molini Popolari Riuniti indica nell'aggregazione cooperativa e nei contratti di filiera gli unici strumenti capaci di tutelare il valore delle produzioni e garantire sicurezza agli agricoltori.

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