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Economia

Generali si candida per rilevare Axa nella partnership con Mps

L’accordo con il polo assicurativo è in scadenza nel 2027. Il ceo Donnet: “Se possiamo rimpatriare il risparmio italiano in Italia saremmo felici di farlo”

Aldo Tani

13 Marzo 2026, 06:15

Palazzo Salimbeni

Palazzo Salimbeni, sede di Mps a Siena

Philippe Donnet, ceo di Generali, si candida per rilevare la quota di Axa nella joint venture con Mps, in scadenza nel 2027. "Siamo disponibili a parlare con tutti coloro che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere. Sappiamo come tutti che scade questo accordo, il nostro mestiere è anche la gestione del risparmio, forse saremmo un candidato per sostituire Axa. Se possiamo rimpatriare il risparmio italiano in Italia saremmo felici di farlo", ha dichiarato Donnet in conferenza stampa, precisando però che "non è una decisione nostra". Considerazione che segue il nuovo assetto azionario dentro il colosso assicurativo, con Mps che, tramite Mediobanca (che mantiene al suo interno questa partecipazione), è diventata il primo azionista con il 13%.

Donnet ha poi difeso la strategia di Generali sull'asset management, distinguendo tra sovranità nazionale e gestione globale. "Non bisogna mischiare il tema della sovranità nazionale con l'asset management, che è un tema globale. Non voglio commentare l'operazione Natixis, che non si è fatta, ma se fosse stata realizzata non avrebbe mai avuto impatti sulla sovranità del risparmio degli italiani".

Poi in Italia, ha anche aggiunto, "ci sono delle situazioni, prendo l'esempio Mps-Axa, dove da tanti anni il risparmio dei clienti italiani di Mps è stato dato a una compagnia francese che l'ha dato in gestione a una banca transalpina che è Bnp Paribas, anche se questa è una situazione che non ci riguarda". A chi chiedeva di interlocuzioni con Mps, Donnet ha replicato: "A me risulta che il nostro primo azionista rimanga Mediobanca, ci sono stati cambiamenti nel suo azionariato ma questo riguarda loro. Noi abbiamo rapporti positivi con tutti i nostri azionisti".

Sul fronte politico c'è da registrare l'intervento di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d'Italia: "È chiaro che c'è un Piano industriale, gli azionisti hanno deciso in prospettiva un nuovo assetto e vediamo come si confronteranno con questo Piano. Questo non è un governo dirigista, però ovviamente guarda con interesse a quello che succede rispetto al risparmio degli italiani e, quindi, osserviamo". Sull'ipotesi che il Mef non partecipi alla prossima assemblea, il parlamentare ha spiegato "questo lo deciderà il rappresentante del Tesoro, però non abbiamo più un ruolo significativo".

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