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UMBRIA

Nuova legge sulla casa, favorito l'accesso per le categorie fragili: 4.270 famiglie in attesa

Il consiglio regionale ha approvato le modifiche al testo del 2023. Decade l’obbligo di incensuratezza

Alessandro Antonini

20 Febbraio 2026, 11:20

Nuova legge sulla casa, favorito l'accesso per le categorie fragili: 4.270 famiglie in attesa

Fabio Barcaioli, assessore regionale alla Casa

Sono 4.270 le famiglie che hanno presentato domanda per accedere alle case popolari, in regione. Ammontano a 1.140 i nuclei in attesa di alloggio, al novembre 2025. La morosità è in aumento e in tutta l’Umbria (dati 2024) sono stati 550 gli sfratti, di cui il 90% proprio per mancati pagamenti delle rate.

I numeri dell’emergenza abitativa faranno i conti con la nuova legge per l’edilizia residenziale pubblica, frutto delle modifiche alla norma 23 del 2003 votate ieri dal consiglio regionale.

Registrati 12 sì della maggioranza (Pd, Avs, M5s, Ud-Pp) e 6 no dell’opposizione (FdI, Lega, FI).

Le nuove regole tutelano le fragilità. Nei Comuni con più di 5 mila abitanti viene prevista una quota di alloggi destinata alle emergenze abitative, alle donne seguite dai centri antiviolenza, ai nuclei interessati da provvedimenti di sfratto e alle persone vittime di discriminazione, con riserve specifiche per chi è inserito in progetti di vita individuali causa disabilità o in soluzioni di abitare condiviso.

Le modifiche introducono una disciplina per l’autorecupero che consente interventi su alloggi non immediatamente assegnabili, con le spese compensate tramite il canone sotto la supervisione di Ater, e aggiorna le regole sulla mobilità volontaria tra alloggi per impiegare meglio il patrimonio disponibile.

I requisiti dichiarati incostituzionali come “l’obbligo di incensuratezza, la possidenza e l’anzianità di residenza” sono stati eliminati con l’obiettivo di ridurre i contenziosi, accelerare la formazione delle graduatorie e consentire una più rapida assegnazione degli alloggi, spiega l’assessore regionale alla Casa Fabio Barcaioli.

Prevista la promozione di protocolli tra Comuni, Ater, uffici di esecuzione penale e terzo settore per il reinserimento dei detenuti in misura alternativa alla detenzione o comunque delle persone in esecuzione penale esterna che non dispongono di un domicilio.

C’è la cancellazione della decadenza dal beneficio dell’alloggio per le famiglie che non rispettano l’obbligo scolastico con l’obiettivo di garantire continuità abitativa alle bambine e ai bambini in situazione di particolare fragilità.

Tre emendamenti dei gruppi di opposizione e relativi alle occupazioni abusive sono stati respinti dall’aula con 13 voti contrari e 6 favorevoli.

Approvato invece all’unanimità l’emendamento di Andrea Romizi (FI) che introduce esplicitamente nella disciplina regionale strumenti quali il cohousing sociale, i community hub e i progetti di comunità, prevedendo una gestione integrata tra istituzioni, enti gestori (Ater) e soggetti del terzo settore.

Per Barcaioli la modifica della legge è il primo tassello di un piano casa regionale con la riprogrammazione del Fesr per 20 milioni di euro. «Abbiamo corretto una legge che escludeva ogni forma di tutela per le famiglie fragili, lasciando oltre 1.200 alloggi pubblici vuoti o inutilizzabili».

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