Sindacato
“Serve una visione chiara dell’Umbria del futuro, con un cronoprogramma preciso di azioni e iniziative di rilancio e prospettive”. Il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, si prepara a un 2026 importante e di svolta, per l’Umbria e per la propria organizzazione sindacale che va verso il congresso a tutti i livelli.
- Segretario, quali saranno i temi su cui intende concentrarsi nell’anno appena iniziato?
Sicurezza e partecipazione sono le parole d’ordine intorno alle quali intendiamo continuare a lavorare. È inaccettabile che si continui a morire sul lavoro: fino ad ottobre i morti sono stati 15, più degli 11 del 2024, anche se gli infortuni sul lavoro sono in leggero calo. Per quanto riguarda la partecipazione, l’impegno sarà nei confronti delle istituzioni, a tutti i livelli: le organizzazioni sindacali devono essere parte integrante di un processo decisionale e di programmazione. Un contesto stabile, come un tavolo permanente, è quanto di più auspicabile per riuscire a portare le nostre istanze con regolarità e chiarezza.
- Cosa chiedete alle istituzioni?
La Regione ha in capo il difficilissimo compito di porre le basi per la crescita dell’Umbria. L’ultimo Defr ha esaminato 76 indicatori economici, e di questi 41 sono positivi e tutti afferenti al mondo del lavoro. Se guardiamo in controluce, però, troviamo i numeri dell’ultimo rapporto Excelsior che fotografano un sistema che cresce, ma che non ha un valore aggiunto sufficiente: crescono le opportunità per chi ha conseguito la scuola dell’obbligo, cala la richiesta di diplomati e quella di laureati non cresce. Un’assunzione su due, per le imprese, è giudicata di difficile reperimento, è evidente dunque che serve colmare quanto prima il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, senza perdere di vista dignità e diritti.
- Principali vertenze del 2026?
La qualità del lavoro deve migliorare, senza alcun dubbio. Per questo guardiamo con fiducia al percorso che si è innestato in assemblea legislativa grazie al nostro protocollo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, che servirà per aggiornare la legge del 2024 sulla cooperazione. La fine del Pnrr, senza dubbio, metterà alla prova il settore delle costruzioni e dovremo stare molto attenti a far sì che non siano i lavoratori a pagare il prezzo di questo cambiamento. Ultima, ma non in ordine di importanza, la questione sanità. Il piano sociosanitario è una priorità, e ci si aspettano iniziative, soprattutto perché gli interventi sanitari sono stati tra le giustificazioni principali della manovra fiscale.
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