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Il piano rifiuti della Regione. La giunta Proietti ha preadottato il disegno di legge "a sostegno della transizione ecologica"

L’atto vuole privilegiare “il recupero come risorsa” incentivando “il reinserimento nei processi produttivi”

Gabriele Burini

08 Gennaio 2026, 08:14

Il piano rifiuti della Regione. La giunta Proietti ha preadottato il disegno di legge "a sostegno della transizione ecologica"

Dotare l’Umbria di “una legislazione al passo con i tempi”, intervenendo per “prevenire la generazione di rifiuti”, privilegiando “il recupero come risorsa” e “incentivando il reinserimento nei processi produttivi”.

Sono solo alcuni degli obiettivi che si è prefissata la giunta regionale dell’Umbria con la preadozione del disegno di legge, proposto dall’assessore Thomas De Luca, dal titolo Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell’economia circolare e della bonifica delle aree inquinate.

Un testo, si legge nella relazione pubblicata all’albo pretorio della Regione, che nasce dall’aggiornamento dell’atto 929/bis dell’XI legislatura, mai approvato.

Il recupero di questo testo vuole essere una dimostrazione di corretta ed efficiente gestione – spiega De Luca – in grado di non disperdere il delicato lavoro di raccolta e sintesi dei contributi da parte della comunità regionale”.

Per l’assessore, nel contesto umbro la legge attuale si presenta inadeguata a fornire gli strumenti necessari per raggiungere i nuovi obiettivi stabiliti a livello europeo e nazionale.

La proposta di legge, quindi, vuole “promuovere lo sviluppo di modelli socio-economici improntati alla sostenibilità e alla circolarità dell’intera filiera produttiva”: tutto questo per abbracciare “un approccio circolare in cui la materia viene recuperata”.

In particolare – sta scritto nella relazione – la prima parte della proposta pone l’accento sull’importanza di una corretta gestione dei rifiuti non solo come strumento per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute, ma anche come motore di nuove opportunità economiche e come garanzia di un rapporto equilibrato tra cittadini, generazioni future e risorse naturali. I rifiuti derivanti da processi produttivi e di consumo devono essere considerati come nuove risorse da reimmettere nel ciclo economico, dando vita a un modello di produzione che rispetti la gerarchia delle priorità stabilita dall'Unione europea e dalla legislazione nazionale.

Tra gli obiettivi del disegno di legge c’è quello “di prevenire la produzione di rifiuti” e, in secondo luogo, l’atto mira “a ridurre al minimo la quantità di rifiuti, garantendo un’elevata qualità e quantità della raccolta differenziata attraverso l’estensione della tariffazione puntuale su tutto il territorio regionale”.

Successivamente, la proposta di legge introduce nuovi e più ambiziosi obiettivi, sia in termini di miglioramento qualitativo e quantitativo di raccolta differenziata che di recupero e riduzione dello smaltimento in discarica.

A ciò si aggiungono “la promozione di sistemi di eco-fiscalità e meccanismi di premialità/penalità per i Comuni che raggiungono o meno i traguardi stabiliti dagli strumenti di pianificazione” e la volontà di ridurre “volumi destinati allo smaltimento attraverso lo sviluppo di impianti finalizzati alla preparazione per il riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia”.

L’obiettivo è quello di “coinvolgere tutti i soggetti attivi nella filiera dei rifiuti, insieme agli attori economici e sociali, nel raggiungimento degli obiettivi e nella transizione verso un modello di economia circolare, promuovendo la condivisione di valori e la partecipazione attiva dei cittadini”.

Il disegno di legge valorizza poi il ruolo degli enti del terzo settore, che saranno coinvolti nelle iniziative e garantiranno spazi “di occupazione per le persone svantaggiate in settori economici in cui possono trovare nuove opportunità”.

La proposta prevede poi che “la Regione eserciti le funzioni di vigilanza e controllo avvalendosi dell’Arpa e dei corpi di polizia provinciale, nonché del servizio di vigilanza espletato dalle guardie ecologiche volontarie”, riservandosi di poter intervenire in loro sostituzione “in caso di inadempienze, garantendo così l’attuazione delle disposizioni regionali e nazionali”. Infine la proposta si occupa di riordinare il quadro normativo nell’ambito delle competenze regionali sulla bonifica delle aree inquinate.

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