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Matilde De Angelis foto Instagram Vogue Italia
La sobrietà è stata la parola d'ordine dei 71esimi David di Donatello svoltisi nella serata di mercoledì 6 maggio presso gli Studi di Cinecittà a Roma. Un colore su tutti ha definito la cerimonia: il nero, sfoggiato sul red carpet da numerosi ospiti.
Matilda De Angelis, Arisa, Pierfrancesco Favino, Valeria Golino e perfino i due conduttori della serata, Flavio Insinna e Bianca Balti, hanno sfoggiato dei look neri. Nessun nota vivace ha spezzato la parata di rassicuranti look neri, a parte le poche invitate, come Tecla Insolia e Barbara Ronchi, che hanno optato per tonalità neutre: il beige e il grigio, rispettivamente di Fendi e Valentino.
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La regola della sobrietà è da diverso tempo una prerogativa del red carpet all'italiana, una regola direttamente proporzionale alla formalità dell'evento. Perfino la poco sobria Kylie Jenner aveva accompagnato ai David lo scorso anno Timothée Chalamet in un abito nero minimal, evento raro per la più giovane di casa Kardashian abituata a look decisamente più audaci.

Kylie Jenner e Timothée Chalamet ai David 2025.
La situazione è completamente diversa nelle cerimonie di cinema internazionali, dove sul red carpet trionfano la personalità e il colore: basti pensare al fatto che sia Mikey Madison, che Jessie Buckley, ultime due attrici ad aver vinto il premio Migliore attrice protagonista agi Oscar, hanno indossato entrambe un abito rosa, colore scelto perfino da Kate Middleton in occasione degli ultimi Premi Bafta, anche noti come gli Oscar britannici.

Jessie Buckley agli Oscar 2026.
I look dei David di Donatello 2026 arrivano dopo quelli dell'ultima edizione del Festival di Sanremo, definita sui social come molto conservatrice rispetto alle passate edizioni condotte da Amadeus.
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Laddove, la parata di questi look sobri potrebbe essere tranquillamente metafora di quell' "impoverimento culturale" dell'Italia di cui ha parlato Matilda De Angelis nel suo discorso di ringraziamento per il premio alla Migliore attrice non protagonista, la crisi del colore non è una realtà presente solo nella moda.
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La vediamo nel minimalismo glaciale del design di interni e nella fotografia desaturata degli ultimi film al cinema, più simile a quella delle pubblicità, che ad un'opera per il grande schermo. In un'era in cui la nostra soglia di attenzione e i nostri gusti personali sono definiti dall'algoritmo la sobrietà è forse l'unica carta vincente per arrivare al grande pubblico.
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