IL PERSONAGGIO
Anne Hathaway e Sofia Felicetti, studentessa di Foligno
Sofia Felicetti ha 22 anni, è nata a Foligno e studia Economia all’Università Bocconi di Milano. Per cinque giorni, a ottobre 2025, si è trovata a vivere un’esperienza fuori dall’ordinario: lavorare come controfigura di Anne Hathaway. Il riferimento è al film Il diavolo veste Prada 2, seguito dell’iconico Il diavolo veste Prada che ha segnato un’epoca nel racconto del mondo della moda e del giornalismo.
Nel primo capitolo, Hathaway interpretava Andy Sachs, giovane assistente alle prese con la temibile direttrice Miranda Priestly, ruolo reso leggendario da Meryl Streep.
A quasi vent’anni di distanza, il ritorno sul set ha riacceso l’interesse attorno a una storia che ha saputo raccontare ambizione, sacrifici e trasformazione personale.
In questo contesto si inserisce anche la storia di Sofia Felicetti: una giovane umbra che, tra università e sogni, si è ritrovata improvvisamente catapultata in una produzione internazionale. Il ruolo di controfigura, spesso invisibile al grande pubblico, è invece fondamentale per la realizzazione di molte scene, e richiede, al di là dell’aspetto fisico, anche capacità di adattamento e professionalità.
E comunque, la somiglianza tra Hathaway e Felicetti è sorprendente, quasi speculare. “Al primo incontro mi avevano vestita esattamente come lei – racconta la studentessa di Foligno – e la sua assistente americana, vedendoci insieme, ha detto: impressive, impressionante”. Un episodio che restituisce bene l’atmosfera di un set internazionale e l’impatto di un’occasione così rara per una giovane studentessa italiana.

Sofia, come sei arrivata su quel set?
“È stato molto casuale, nel senso che era stata annunciata l'uscita del film e che avrebbero girato una parte a Milano con un casting anticipato da una fitta campagna sui social. Era settembre, io ero qui per l’università e ho deciso di presentarmi. Mi hanno scattato delle foto e dopo pochi giorni mi hanno contattata per dirmi che non andavo bene come comparsa di 'ruolo' nell’entourage di 5 persone perché somigliavo troppo alla Hathaway. Poi però mi hanno detto che avrei potuto fare la comparsa in un campo più ampio, ma soprattutto la controfigura in alcune scene. Ho accettato e così è nato tutto”.
Ti sei trovata a tuo agio?
“Sì, assolutamente a mio agio. L'unica cosa che veramente strana era che mi dicevano di dare disponibilità per un determinato giorno e presentarmi in un posto dove mi avrebbero vestita e truccata senza sapere cosa avrei dovuto fare e quali scene girare. Soprattutto senza orari: molto spesso sono tornata a casa alle due di notte. Comunque mi sono trovata bene anche perché le persone della produzione sono state super disponibili, così come i veri attori soprattutto con i corrispettivi double (controfigure, ndr)”.
Pensi di continuare nel mondo del cinema?
“Sono stata veramente fortunata, nel senso che ho avuto questa prima esperienza con un mondo completamente sconosciuto e l’impatto è stato straordinario. Quando abbiamo finito di girare, a ottobre scorso, ho pensato che mi sarebbe piaciuto iscrivermi a un corso di recitazione. Ora sono concentrata sugli studi, sto completando la magistrale qui alla Bocconi in International Management dopo aver conseguito la laurea in Economia. Sono giovane, ho tempo e mai dire mai…”.
Cosa ti ha colpito di quei giorni?
“Un episodio pazzesco: stavamo girando all’interno della pinacoteca di Brera quando all’improvviso è apparsa Lady Gaga che si è messa a cantare a cinque metri di distanza. Ho pensato: se lo racconto non ci crede nessuno”.
La famiglia come ha vissuto questa tua esperienza?
“I miei familiari ovviamente sono stati i primi ad aver saputo questa notizia, anche perché in realtà non potevo dire minimamente nulla su cosa accadesse durante le riprese. Sono stati felicissimi e hanno avuto la conferma di quello che mi dicevano fin da quando avevo 15 anni, ovvero che somigliavo ad Anne Hathaway”.
E gli amici?
“I miei amici più cari erano super emozionati, super felici per me, perché far parte di un cast del genere in un film tanto atteso è stata un’esperienza indimenticabile, forse unica perché non so se ne avrò altre simili. Ma come ho detto prima, mai dire mai…”.
Qual è il tuo sogno?
“Ancora non ho deciso cosa farò dopo la magistrale, ero partita inizialmente con il desiderio di lavorare nel mondo della moda ma mi lascio aperta ogni possibilità”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy