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IL PERSONAGGIO

Elisa True Crime: “Tutto è iniziato mentre ero bloccata a Shanghai per il Covid. Ecco come ricerco le storie e perché non parlo di Garlasco”

Claudia Boccucci

05 Maggio 2026, 21:00

Elisa True Crime: “Tutto è iniziato mentre ero bloccata a Shanghai per il Covid. Ecco come ricerco le storie e perché non parlo di Garlasco”

I fan ormai la conoscono a memoria, Elisa True Crime – all’anagrafe Elisa De Marco – ha aperto il suo canale YouTube nel 2020, in cui racconta “omicidi, casi irrisolti e misteriose sparizioni”. L’ormai famosissima introduzione dei suoi podcast e soprattutto la capacità con cui riporta i casi che l’hanno “particolarmente scioccata” hanno fatto incoronare il suo prodotto da Spotify come il podcast più ascoltato d’Italia, per il terzo anno consecutivo. Tutto è nato durante il lockdown in Cina: “Ero appena arrivata insieme a mio marito Edoardo, che adesso lavora insieme a me ma che prima faceva tutt’altro, quando è scoppiato il Covid – racconta la podcaster al Corriere della Sera .-  Ero bloccata a Shanghai senza un lavoro, non potevo richiedere il visto. Avevo la necessità di reinventarmi”.

Le è bastata una telecamera per debuttare su YouTube con il caso di Chris Watts, condannato a cinque ergastoli per gli omicidi della moglie incinta e delle due figlie minori. In meno di un anno i suoi contenuti raggiungono circa 100 mila iscritti. Due anni dopo, grazie anche alla produzione di OnePodcast, sbarca online con un podcast di cinque stagioni. La cronaca nera è una passione che l’accompagna fin da bambina: “Me l’ha tramandata mia madre. Ma non riguarda tanto il crimine di per sé, quanto la dinamica che si attiva dietro. Mi affascina scoprire come quella persona sia arrivata a compiere quel gesto, soprattutto quando a commetterlo è qualcuno in apparenza ordinario”, spiega.

Le storie che un tempo ricercava in autonomia ora vengono scovate con l’aiuto di una collaboratrice: “Giulia Formentini mi aiuta nella ricerca e nella verifica delle fonti, facendo così una scrematura dei documenti, che da sola è diventata difficile da fare – rivela .- Per quanto riguarda i testi, invece, li scrivo interamente io. Dovendo far uscire un video su YouTube ogni lunedì, il tempo per la creazione del contenuto è limitato a una settimana, però se ci sono storie più difficili, con più documenti, ci lavoro in contemporanea”. Di storie ne ha raccontate moltissime in sei anni, ma ce ne sono alcune che, seppur promettenti, preferisce scartare: “I miei follower sanno che se c’è un caso di cronaca nera di cui tutti parlano, io non ne parlerò. Per questo ho scartato storie come Garlasco, su cui c’è molta confusione. Magari quando tutto questo sarà finito farò un video, ma ora rischierei di divulgare informazioni errate e sarebbe controproducente”.

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