Moda
Il Metropolitan Museum of Art ha ospitato la 79ª edizione del Met Gala, confermandosi ancora una volta il palcoscenico dei look più spettacolari e discussi dell’anno. Tra tutti, però, un nome spicca per provocazione e originalità: Bad Bunny.
Il cantante portoricano, 32 anni, ha scelto di presentarsi trasformato in una versione futura di sé stesso: un uomo sulla cinquantina, con capelli bianchi, rughe marcate e bastone. Un gioco visivo potente, quasi teatrale, che sfida apertamente uno dei dogmi più radicati del mondo della moda: l’ossessione per l’eterna giovinezza, ad ogni costo, sempre. Benito Antonio Martínez Ocasio — questo il suo vero nome — sembra così inserirsi in un filone provocatorio che, dopo figure come Donald Trump, punta a ribaltare aspettative e convenzioni, sbeffeggiando i comandamenti di altri mondi, non solo quelli della sfera politica.

A completare la sua “prematura canizie”, uno smoking total black, progettato in collaborazione con Zara, ma al posto della classica cravatta, un enorme fiocco nero che richiama l’abito “Bustle” del 1947 firmato da Charles James, oggi custodito nella collezione permanente del Costume Institute.
Determinante per la resa finale è stato il lavoro del truccatore Mike Marino, celebre per le sue trasformazioni iperrealistiche e già autore di alcuni dei look più spettacolari della super modella Heidi Klum. Grazie a un sapiente uso del trucco prostetico, ogni dettaglio del volto del cantante, dalle pieghe della pelle allo sguardo appesantito dal tempo, contribuisce a rendere credibile e disturbante questa versione “invecchiata” dell’artista.
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