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Le Fonti del Clitunno, il luogo da visitare in Umbria in primavera: storie e leggende

Ilaria Albanesi

30 Aprile 2026, 18:06

Le Fonti del Clitunno, il luogo da visitare in Umbria in primavera: storie e leggende

Le Fonti del Clitunno (foto via Umbriatourism)

"Tutto ora tace, o vedovo Clitunno, tutto: de' vaghi tuoi delúbri un solo t'avanza, e dentro pretestato nume tu non vi siedi", scriveva Giosuè Carducci nell'Ode Alle fonti del ClitumnoNella valle umbra tra Foligno e Spoleto scorre il fiume Clitunno, le quali sorgenti, note come Fonti del Clitunno, sgorgano nel territorio di Campello. Uno specchio d'acqua smeraldo circondato da pioppi, salici e frassini che si specchiano nelle limpide acque. Un giardino che ha ispirato numerosi poeti - da Virgilio a Carducci - e nel quale natura e miti convivono da millenni. 

Conosciuto già nell'antichità con il nome di Clitumnus, aveva come nume tutelare il dio Giove Clitunno, venerato nel tempietto adiacente. Lì, il mese di maggio, si tenevano in suo onore i sacra clitumnalia. Il tempietto andò distrutto in epoca imperiale, ma fu ricostruito in epoca longobarda, in parte con i materiali originali. Un tempo sulle rive sorgevano fastose ville - almeno fino al 440 d.C., quando un terribile terremoto devastò la zona. 

L'attuale sistemazione oggi è dovuta all'opera del conte Paolo Campello della Spina che, tra il 1860 e il 1865, creò lo spazio dove attualmente sorgono le fonti del Clitunno.

Le leggende delle Fonti del Clitunno

Secondo la tradizione, il Clitunno era un fiume sacro, in cui i buoi immergendovi ne uscivano con un manto candido e pulito. In generale, le acque erano ritenute fonte di purificazione dell'anima. In tempi antichi si credeva, inoltre, che le acque del fiume fossero la dimora del Dio Giove Clitunno. In epoca romana, infatti, i canali naturali sotterranei dove scorrevano le acque erano luoghi di culto. Anche l'imperatore Caligola era un frequentatore delle Sacra Clitumnalia, ovvero le feste primaverili in onore del dio Clitunno.

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