Attualità
Se l’interpretazione umbra del celebre semifreddo è un’opera ingegnosa che riproduce solo le forme del dolce più virale di TikTok, senza imitarne l’originale, lo stesso non può dirsi per quanto sta avvenendo nel resto d’Italia. Ma cosa si nasconde dietro il più imitato capolavoro della pasticceria francese, perché tutti lo vogliono ma, soprattutto, perché tutti lo imitano?
Un guscio croccante di cioccolato bianco si traveste con sorprendente realismo da mango, noce, arachide e lampone, ma anche da cocco, limone, pera e molti altri frutti. All’interno, una morbida mousse che richiama il sapore del prodotto, con base biscotto e inserti in gelatina: è la frutta realistica.
Le origini
Il suo lungo viaggio è partito dalla mente creativa dello chef pasticcere Cédric Grolet, che ha trasformato dei semplici frutti in un pezzo d’arte usando la tecnica pittorica del trompe-l’œil, termine francese che si traduce letteralmente con “inganna l’occhio”. Con questi piccoli gioielli dell’alta pasticceria Grolet ha ricreato frutti più veri del vero, che illudono la vista ma non il palato.
Tra le creazioni più iconiche spicca il limone, con la sua buccia giallo brillante che racchiude una mousse fresca e leggermente acidula, bilanciata dalla dolcezza e dalla croccantezza del biscotto.
Il lampone, invece, colpisce per il suo realismo: lo chef riproduce alla perfezione il rosso intenso e le piccole cavità della bacca che custodiscono un cuore di lampone, una mousse soffice e una base croccante.
Infine, la nocciola si presenta con un guscio lucido e compatto che cela al suo interno un pralinato cremoso, una ganache al cioccolato al latte e, di nuovo, una delicata nota croccante.
Ma Cédric Grolet non si limita ai frutti, ispirandosi alla cultura americana ha creato un cookie gigante servito all’interno di una vera scatola da pizza. E ancora un altro dessert-illusione: una scatola di popcorn. Ogni “chicco” è in realtà una mini cupola di cioccolato bianco ripiena di mousse leggera, caramello e un cuore fondente. Persino il contenitore è commestibile.
La declinazione italica
Un limone che risplende con una naturale lucentezza cerosa, una nocciola che si apre con un delicato scricchiolio sotto la lama del coltello e un mango che, al taglio, sprigiona una mousse morbida e vellutata, simile alla sua polpa. Vi piacerebbe? Dimenticatelo perché TikTok ha creato un mostro, prendendo un’opera d’arte da boutique francese e trasformandola in dozzinale mousse dal prezzo esorbitante, venduta come dolce da pizzeria.
Se una monoporzione in uno dei locali di Cédric Grolet costa tra i 17 e i 19 euro, la versione italiana non si discosta molto nei prezzi, che oscillano tra i 10 e i 15 euro, ma cola a picco nel gusto. L’estetica più o meno regge - meno che più - ma è il sapore a tradire completamente le aspettative. In molti casi si usano scorciatoie produttive per massimizzare i profitti: stampi dozzinali, mousse in polvere reidratate, aromi artificiali e gelatine senza traccia del reale succo di frutta. Il risultato regala qualche like in più su Instagram, ma così si perde il concetto stesso del dessert.
È un piacere che non è stato pensato per perdersi in un guscio di grassi idrogenati, che di originale hanno solo il “crock” attira followers, ma un’esperienza lussuosa per il palato: per tutti, ma non di tutti.
È un po’ lo stesso fenomeno che avvenne per i macarons, ormai passati di moda, ma sempre presenti nella mente di chi assistette ad un altro famoso abominio di raffinata pasticceria francese. Vogliamo poi citare il 2024 con l’ossessione cubica del croissant? Ogni anno ha la usa ossessione social e il 2026, ahinoi, è già consacrato alla rovina della frutta realistica, un fenomeno tanto visibile quanto inarrestabile. Dispiace, certo, un maître pâtissier brevetta una tecnica complessa, spende anni di lavoro nel perfezionarla e poi arriva l’algoritmo, la rende virale e da qui, l’inizio della fine. Si comprano gli stampi, si monta un po’ di panna e poi si vernicia il tutto con un aerografo. Ciliegina sulla torta: la si vende a peso d’oro e la si chiama “frutta realistica”.
Un’operazione commerciale parassitaria, che nasce, cresce e muore sull’onda di TikTok. Non ci resta che incrociare le braccia e aspettare la prossima operazione di marketing sperando che, per una volta, il risultato superi le aspettative invece che deluderle. La speranza, in fondo, è l’ultima a morire ed è forse proprio lei a spingere così tante persone a spendere fin troppi soldi per un dolce che non ha quasi nulla dell’originale. Anche a loro non resterà che attendere, stavolta canticchiando sulle note di “Ci son cascato di nuovo!”.
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