Giovedì 23 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Musica

Tra cielo e terra: il nuovo Tango Clandestino di Maurizio Mastrini

Il compositore umbro rilegge il brano dedicato a Papa Francesco con un racconto sonoro che unisce l’Umbria e l’Argentina, tra sacro e profano

23 Aprile 2026, 15:01

Tra cielo e terra: il nuovo Tango argentino di Maurizio Mastrini

Il 13 marzo 2013, mentre Papa Francesco si affacciava per la prima volta dalla loggia di Piazza San Pietro, il maestro Maurizio Mastrini componeva, di getto, Tango Clandestino. A distanza di anni, e in occasione del primo anniversario della scomparsa del Papa argentino, il compositore di Panicale pubblica una nuova versione dell’opera, un brano che mette in dialogo due mondi, la tradizione del tango sudamericano e una sensibilità pianistica profondamente italiana, l’Umbria dell’autore e l’argentina del Pontefice.

Un ponte tra cielo e terra, tra la polvere delle strade e la speranza”. Così il compositore descrive l’ultima creazione, che trova nuova forma nel suo 14esimo album, Capelli. Un titolo tutt’altro che casuale: i capelli, simbolo antichissimo di spiritualità, evocano forza e identità e come per Sansone, anche per Maurizio Mastrini diventano emblema di energia vitale e allo stesso tempo un rifugio, quasi uno scudo per proteggersi dal mondo. La chioma ribelle del pianista diventa immagine sonora, fili sottili che si intrecciano come le melodie del pianoforte, tessendo una trama fluida e vibrante, simile ai capelli mossi dal vento.

Come cornice del suo millesimo concerto, il “pianista che suona al contrario” — unico al mondo a interpretare le partiture al rovescio — ha scelto un luogo d’eccezione: la Chiesa di Santa Caterina presso il Nun Assisi Relais & Museum, lo sfondo ideale per un’esibizione che ha incantato il pubblico con suggestioni sudamericane e atmosfere jazz. Il video che accompagna Tango Clandestino, pubblicato sul canale YouTube mastriniofficial, combina elementi sacri e profani in una narrazione visiva intensa e simbolica. Le immagini della fumata bianca dell’elezione di Papa Francesco, l’energia dell’orchestra sinfonica e la cascata bionda del pianista umbro. A queste si aggiungono le ballerine di tango, avvolte in abiti rossi sensuali, e le mani dell’autore che scorrono rapide sui tasti del pianoforte, con un tocco preciso e dinamico, capace di passare dal pianissimo al forte con naturale espressività.

In questo intreccio di musica, immagini e simboli, Tango Clandestino si rivela non solo semplice composizione, ma soprattutto racconto emotivo e visivo. Un filo ideale che unisce mondi lontani, memoria e speranza, terra e trascendenza.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie