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Fuga di primavera in Umbria: le 7 cose da vedere per un weekend nel cuore verde

Ilaria Albanesi

22 Aprile 2026, 19:03

Fuga di primavera in Umbria: le 7 cose da vedere per un weekend nel cuore verde

L'arrivo della bella stagione porta il cuore verde a esprimere tutta la sua bellezza. Le città umbre, tra aprile e giugno, iniziano a colorarsi, così come le campagne che fanno da cornice alla regione. Dal lago Trasimeno, che si accende con la stagione calda, fino a Spello, il borgo dei fiori, ecco sette cose da vedere in Umbria in primavera.

Spello, il borgo dei fiori

Le strade e i balconi di Spello nel periodo primaverile si trasformano in un'esplosione di colori, grazie ai fiori che fanno da cornice al borgo umbro. Tra rose, margherite e garofani, le vie, le antiche mura e i prati circostanti danno vita a un vero e proprio tappeto floreale

Tra le tante cose da visitare a Spello, la chiesa di Santa Maria Maggiore. Edificata nel XII secolo, all'interno si trova la cappella Baglioni pavimentata con maioliche di Deruta e decorata dal ciclo di affreschi del Pinturicchio, raffiguranti l'annunciazione, l'adorazione dei pastori e la disputa di Gesù coi Dottori. 

Stifone e Le Mole di Narni

Lungo la strada che da Narni costeggia il Nera, si trova Stifone - un piccolo borgo, un tempo utilizzato dai romani per la costruzione delle navi che arrivavano a Roma attraverso il fiume. Circondato da acque dal caratteristico colore turchese, dato dalla particolare concentrazione di minerali nell'acqua, rimangono da vedere i resti dell'antico cantiere romano e le rovine dell’Eremo di Santa Betta. Scendendo sulla valle, si arriva all'oasi naturale della Mole di Narni

Lago di Piediluco 

Vicino a Terni, con un perimetro di circa 13 chilometri, sorge il più grande bacino lacustre naturale dell'Umbria dopo il Trasimeno. Nella stagione calda il lago di Piediluco assume il tipico color smeraldo e, insieme ai laghi di Lungo, di Ripasottile e di Ventina, rappresenta uno dei resti dell'antico Lacus Velinus

La Scarzuola e la Città ideale di Tommaso Buzzi

Una grande opera globale sempre aperta, mai finita, in cui elementi del passato si intrecciano con quello del presente e del futuro. Si tratta de La Scarzuola, la città ideale di Tommaso Buzzi, che sorge in località Montegiove nel comune di Montegabbione.

Secondo la tradizione, il nome deriva da una capanna di scarzapaglia - che San Francesco costruì durante una delle sue peregrinazione, sul punto in cui era miracolosamente sgorgata una fontana. In quel luogo, nel 1282, venne edificata dal nobile Nerio di Bulgaruccio dei Conti di Montegiove una chiesa con un piccolo convento francescano. Questo, abbandonato dai frati nel settecento, fu rilevato nel novecento da Tommaso Buzzi, che vi volle costruire una sua città ideale, incentrata su sette teatri e ispirata all'ideale umanistico della composizione armonica di natura e cultura. 

Le fonti del Clitunno

Nella valle umbra tra Foligno e Spoleto scorre il fiume Clitunno, le quali sorgenti - note come Fonti del Clitunno - sgorgano nel territorio di Campello. Uno specchio d'acqua smeraldo circondato da pioppi, salici e frassini che si specchiano nelle limpide acque. Un luogo dove natura e miti convivono da millenni. A pochi passi sorge il Tempietto sul Clitunno, un edificio cristiano d’età longobarda modellato su un tempio corinzio, che fu a lungo creduto il santuario romano del dio Clitunno. 

Le isole del Trasimeno

Con l'inizio della bella stagione, le isole incastonate nel Lago Trasimeno esprimono tutta la loro bellezza. L'isola maggiore - la seconda più grande dopo la Polvese -, è l'unica attualmente abitata e che ospita un piccolo borgo in prossimità del porto. Interamente ricoperta da una fitta vegetazione - tra olivi, cipressi e lecci -, camminando tra i suoi sentieri si possono ammirare opere antiche e religiose che racchiudono la sua storiaL'isola Polvese, con la sua rocca, custodisce monumenti storici e paesaggi naturali. Dal 1995 è un parco didattico-scientifico nell’ambito del Parco Regionale del Trasimeno. 

Rasiglia e le sue sorgenti

Un borgo medievale - nel comune di Foligno - che prende forma grazie alle sue sorgenti. Passeggiando per i vicoli del centro si possono ammirare i corsi d'acqua che attraversano l'abitatoLa sorgente che percorre Rasiglia è quella di Capovena, che si trova nella parte alta del paese, ai piedi del palazzo che i Trinci occupavano all’epoca del loro governo sul territorio folignate. 

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