Montecchio
Riproducono i vasi trovati nella necropoli del Vallone di San Lorenzo di Montecchio, quelli appena realizzati con la stampante 3d in fibre di carbonio e materiali di rinforzo ed esposti in vetrina a Cleveland, presso la Kent State University dell’Ohio.
Un allestimento museale, a fini divulgativi e di studio, che vede i manufatti duplicare nell’aspetto e nella foggia i reperti originali, conservati nei magazzini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. È grazie alla collaborazione istituzionale tra quest’ultima e l’Ateneo statunitense, oltre che dell’Università degli Studi di Perugia e del Comune che in estate, alla necropoli, prenderà il via la settima campagna di scavi su concessione ministeriale e con la stretta collaborazione e supervisione del dottor Luca Pulcinelli, della Soprintendenza.
Le attività coinvolgeranno archeologi, ricercatori e studenti italiani e statunitensi, questi ultimi partecipanti al programma accademico internazionale “Montecchio Archaeology Field School”, sotto la direzione scientifica del professor Gian Luca Grassigli e della professoressa Sarah Harvey.
Gli scavi saranno assistiti dagli archeologi Stefano Spiganti e Francesco Pacelli, fields director delle operazioni sul campo. Dal 2017 il sito, che è una delle aree sepolcrali più significative dell’Umbria preromana, è interessato da campagne sistematiche che hanno progressivamente ampliato la conoscenza della necropoli restituendo un quadro sempre più articolato di una comunità attiva tra il VII e il V secolo a.C., dedita all’agricoltura, ai commerci e inserita in una rete di relazioni culturali e materiali con altri centri dell’Italia centrale.
Dopo la scoperta di diverse tombe a camera, tipiche della necropoli di San Lorenzo, le più recenti indagini hanno portato alla luce un’ampia porzione del sepolcreto, caratterizzata da tombe a fossa, a dado e a cassone litico.
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