Il personaggio
Nino D’Angelo, all’anagrafe Gaetano D’Angelo, dal 1976 in poi diventa una delle voci partenopee più apprezzate della musica italiana. Il successo nazionale arriva qualche anno più tardi, nel 1983, quando il cantante pubblica i due album “Sotto ‘e stelle” e “Forza Campione” e torna sul grande schermo con i film “La discoteca” e “Pop corn e patatine”. L’amore per la sua Napoli generò non poche polemiche. Era il Sanremo del 1986, Nino D’Angelo decise di salire sul palco cantando in dialetto, scelta che non venne apprezzata dal pubblico e che lo fece dubitare di voler proseguire la gara. I suoi conterranei non la vedevano allo stesso modo e l’esibizione fu percepita come un inno contro stereotipi e giudizi.
Accanto alla carriera, anche l’amore per la sua famiglia. Il cantante ha sempre avuto al suo fianco Annamaria Gallo, donna con la quale si è unito in matrimonio nel 1979. Quando si sono conosciuti lei aveva solo 12 anni e lui 17. “Il giorno più felice della mia vita è stato quando mi sono innamorato di Annamaria – raccontava il cantante ospite a Domenica In - questa ragazzina che portava il caffè a tavola. Io avevo conosciuto il padre, autore di canzoni napoletane, che aveva notato il mio talento. Mi portò in casa, mi vide in una festa di piazza e da quel momento mi ha seguito sempre. Eravamo a casa, lei portò il caffè e io pensai: ‘Madonna com’è bella’. Io ero fidanzato, ma la mia fidanzata dell’epoca voleva il cinema, il ristorante. Io non avevo una lira. Annamaria invece era rara”. Il ricordo di come tutto ebbe inizio: “Lei era diventata molto amica di mia sorella. Sono corso da lei, ho provato a darle un bacio e mi ha dato uno schiaffo. Poi si è calmata. In un certo senso ho tradito i miei suoceri, prima non era come adesso. Quando l’hanno saputo lei era incinta. All’epoca aveva 15 anni. Ci siamo sposati che stavamo aspettando Tony, aveva 16 anni”.
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