il personaggio
Cresciuta a Monterosso Grana, Elisa Isoardi non avrebbe mai immaginato la carriera in tv: “Vivevo in un paese di montagna nel Cuneese che quando era popolato aveva mille abitanti”, racconta la conduttrice al Corriere della Sera. Le domeniche trascorse in parrocchia, l’avevano fatta avvicinare a un mondo ben lontano dai riflettori: “Da piccola volevo fare il prete. Mia nonna mi portava tutte le domeniche a messa. Volevo fare il chierichetto, ma a 6 anni non arrivavo nemmeno all’altare per passare l’acqua e il vino. La prima tappa fu recitare il rosario con le altre parrocchiane, poi dagli 8 ai 9 anni riuscii a servire messa e a 11 fui promossa al salmo responsoriale. Un giorno rubai il breviario e lo portai a casa, dove feci delle ostie con la mollica del pane e officiai la mia prima celebrazione. Quando citofonò il prete per richiederlo indietro, mia nonna gli rispose: ‘Sì, salga, ma la messa non è ancora finita’”.
Dal paese alla città, Isoardi si trasferisce a Torino per frequentare una scuola di teatro: “Mia madre mi sfidò: se trovi da sola un collegio dove stare e se prendi anche un diploma normale, puoi farlo. Tornai a casa con due diplomi, teatro e geometri”. Soffermandosi sulla figura di mamma Irma, la conduttrice la descrive come “una delle donne che ammiro di più, per il coraggio, la forza, gli insegnamenti”. “Si era sposata a 15 anni e ha avuto subito mio fratello, poi a 21 sono nata io, e quando avevo 3 anni si è separata – racconta .- Ha fatto tre lavori per mandarmi a scuola: di giorno al bar tabacchi di mia nonna, il fine settimana a servire i tavoli, poi ha aperto una lavanderia, e dopo altre due. Lei mi ha trasmesso la fame”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy