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Secondo appuntamento con la nuova fiction di Rai 1 Uno sbirro in Appennino, in onda questa sera, giovedì 16 aprile. La serie mette in scena il ritorno del commissario Vasco Benassi (interpretato da Claudio Bisio) nel suggestivo scenario di Muntagò, immaginario paese d’origine del personaggio, che rappresenta l’intero Appennino, con la sua bellezza, le tradizioni, l’anima popolare e lo spopolamento.
Il commissario Benassi, pur titolare di un bel curriculum di successi investigativi, ha commesso un errore che paga con un “punitivo” ritorno a casa. Ma le indagini che deve affrontare lo costringono a riprendere contatto con le sue radici e con le persone che si è lasciato alle spalle. Come la cugina Gaetana (Elisa D'Eusanio), ispettrice del commissariato di Muntagò, che prova a offrirgli il calore della famiglia; il marito di lei, Bruno (Ivan Zerbinati), vecchio rivale in amore; il fidato Fosco (Michele Savoia), giovane agente di polizia che decide di seguirlo in Appennino perché ne riconosce l’umanità e la lealtà. Ma più di tutte le vecchie conoscenze, quella che si impone fortemente nella vita di Vasco Benassi è Nicole Poli (Valentina Lodovini), grande amore platonico di gioventù, diventata solitaria quanto lui per via di brutte esperienze in amore e di un lavoro impegnativo (è la prima sindaca donna di Bologna). Al gruppo degli adulti si inserisce la trama legata al figlio di Gaetana e Bruno, Macchio (Jacopo Dei), e al figlio di Nicole, Magico (Lorenzo Minutillo), grandi amici che perdono la testa per Amaranta (Chiara Celotto), giovane poliziotta partenopea che viene mandata come agente di rinforzo al commissariato di Muntagò. Amaranta ha la stessa “tigna” di Benassi nel voler trovare i colpevoli e lui, dopo una iniziale resistenza, ne diventa il mentore creando con un rapporto a cui non sa dare un nome: è la figlia che non ha mai avuto? Oppure una versione di sé stesso giovane e femminile? Benassi non lo sa, ma il loro rapporto maestro-allieva sconfina in una “genitorialità dell’anima” difficile da gestire per entrambi. Il tutto ovviamente mentre danno insieme la caccia a pericolosi criminali.
Il suicidio di un muratore a La Scola spinge Benassi a un'indagine che lo porta a scoprire una truffa legata all'imprenditore Garbuglio. Mentre Gaetana affronta i segreti del figlio, Garbuglio viene trovato morto in un cimitero. L'omicidio sembra legato a un traffico di preziose statuette etrusche.
Il commissario indaga sull'omicidio di Garbuglio e sul traffico di reperti etruschi. La svolta rivela una responsabilità colposa inaspettata. Mosso da profonda compassione, Benassi prende una decisione difficile che poterebbe mettere a rischio la sua carriera per un ideale di giustizia.
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