MUSICA
Un disco diverso e "presuntuoso", che osa unire teatro, pop, orchestrazioni sinfoniche con linguaggio quotidiano, diretto, quasi anti-poetico. Così Michele Bravi descrive Commedia musicale, il suo nuovo album in uscita venerdì 17 aprile: "Questo disco stava lì nella mia testa da tanto - ha raccontato il cantautore umbro in conferenza stampa, riporta l'Adnkronos, - Era il mio amore per il teatro che voleva unirsi alla musica pop. Non avevo mai avuto né il modo né la presunzione di iniziare a scriverlo, perché sapevo che sarebbe stato un disco estremamente divisivo".
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Un lavoro "psichedelico in maniera grottesca" nato dall'incontro del cantante di Città di Castello con i produttori Alterisio Paoletti e Carlo Di Francesco: "C'è tanta orchestra sinfonica che canta come normalmente non canta in un disco pop. I testi hanno un'umanità diversa, parlano come si parla nella vita di tutti i giorni. Mi piace definirla 'la colonna sonora di una quotidianità sbagliata', quella annoiata e noiosa dove non succede niente, ma dietro cui si muove un accompagnamento musicale continuo".
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Quello di Bravi è un allontanarsi dalla sua distintiva ballata cantautoriale de Il diario degli errori o Mantieni il bacio: "Sono stato sintetizzato in quel genere. Quel territorio era casa mia, ma questo disco mi porta a dover stringere la mano al pubblico e dire: adesso raccontiamo un lato che prima era rimasto sopito".
Nell'album - diviso in scene -, oltre a Prima o poi, il singolo presentato sul palco del Festival di Sanremo, sarà presente Domani è un altro giorno, il commovente omaggio a Ornella Vanoni di Bravi e Fiorella Mannoia portato sul palco della kermesse nella serata della cover.
tracklist:
scena 01. Cabaret
scena 02. Amarsi nel disordine
scena 03. Prima o poi
scena 04. Genitore 3
scena 05. Funerale
scena 06. Al di là delle canzoni
scena 07. Popolare con Mida
scena 08. L’uomo invisibile
scena 09. Domani è un altro giorno con Fiorella Mannoia
scena 10. Buona la prima
scena 11. Insuccesso
Il filo narrativo che guida l'intero album è un ricordo d'infanzia del cantautore umbro legato al Don Chisciotte: "Mi vergognavo a dire che avevo riso per la parola 'cacca'. Così in un tema a scuola scrissi che avevo riso per 'l'episodio scatologico del Don Chisciotte". Quell'espressione diventa il manifesto del disco, ovvero raccontare le cose come sono senza vergogna: "Uscendo dalla costruzione narrativa che si fa dei fatti per abbracciare un linguaggio che celebra la rappresentazione".
Un album che oscilla tra commedia e satira, che narra le vicende di "un cavaliere che non ce l'ha fatta". Un approccio che permette a Bravi di affrontare temi complessi con uno sguardo sorridente, come in Genitore 3 - brano che riflette sulla genitorialità: "È giusto che una cosa così privata come il desiderio di essere genitore passi al vaglio di uno sconosciuto? Non ho la presunzione che questa canzone dia una risposta, spero che faccia nascere domande".
Nella traccia - o scena - 8, L'uomo invisibile, Bravi cita la chiesa - chiarendo di non appartenere alla fede cattolica ma di rispettare il Papa in quanto "punto di riferimento sano per tanti credenti". Quella dell'artista di Città di Castello è una critica al "pensiero comune" che la chiesa genera limitando la libertà individuale.
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