televisione
Dopo l’intervista andata in onda martedì 14 aprile a Belve, il dibattito si è acceso immediatamente. Nel mirino finiscono sia Francesca Fagnani, per la scelta dell’ospite, sia Francesco Chiofalo, protagonista di una conversazione che ha oscillato continuamente tra il surreale e il comico involontario. Durante la puntata ci sono stati momenti in cui la conduttrice ha dovuto appoggiare la sua agenda rossa per asciugarsi le lacrime, provocate da risate su risate. Chiofalo, famiglia benestante – padre costruttore e madre magistrato – con il suo spirito vivace e spesso sopra le righe ha creato, forse senza volerlo, veri e propri siparietti comici con le sue dichiarazioni. Da tutti è conosciuto soprattutto dopo la partecipazione a Temptation Island nel 2017 con l’allora fidanzata Selvaggia Roma: da quel reality è iniziata la sua carriera tra social e altri programmi, come La pupa e il secchione.
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Sui social, dopo l’intervista, le reazioni sono state immediate e, per lo più, severe. C’è chi ironizza sul suo livello culturale, chi mette in discussione la scelta editoriale della trasmissione e chi arriva a rimpiangere una televisione che, a loro dire, "era fonte di svago ma anche di cultura". Non manca però una fetta di pubblico che difende il momento televisivo, ridimensionandolo: "È stato semplicemente divertente".
Eppure, se si scava sotto i congiuntivi sbagliati, la parte davvero interessante è il personaggio comico che Chiofalo incarna e che, come dichiara lui stesso, combacia esattamente con il suo essere: non recita una parte, è esattamente così come appare. Per alcuni questo è motivo di sconforto, per altri colpisce la sua sorprendente coerenza, diretta come l’azzurro gelido dei suoi occhi, colore che ha voluto cambiare con una delicatissima operazione chirurgica.
Da qui si apre un altro tema centrale. Fagnani, chiedendo il motivo dei numerosi interventi estetici, domanda: "Non ha mai avuto paura di non riconoscersi più?". La risposta è immediata: "Ma magari. La mia intenzione era proprio quella di vedermi diverso". Come per chiunque si sottoponga a interventi estetici, il desiderio dichiarato è quello di cambiare, migliorare la propria immagine, per ragioni spesso molteplici e non sempre del tutto consapevoli. Il punto, però, è che lui, pur cambiando così evidentemente rispetto al passato, alla domanda della Fagnani "che effetto le fa riguardare una vecchia foto?" dichiara: "Mi prenderai forse per matto, io mi vedo uguale, non mi vedo così diverso".
Ed è proprio qui che il caso Chiofalo si presta a un curioso cortocircuito pirandelliano. Lui che ha cambiato occhi, naso e altro ancora per "vedersi diverso", confessa di continuare a vedersi uguale guardando le vecchie foto, mentre Vitangelo Moscarda, in Uno, nessuno e centomila, finiva in paranoia per un banale naso storto scoperto dalla moglie e si accorgeva di non coincidere mai con l’immagine che gli altri avevano di lui. Dove Moscarda crolla perché realizza di essere centomila per gli altri e nessuno per sé, frantumando la propria identità fino al ritiro finale, Chiofalo sembra abitare con sorprendente coerenza il proprio personaggio, al punto da non riconoscere la frattura fra il corpo ritoccato e l’io che racconta in tv.
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