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Il personaggio

La casa di Ninetta, la vera storia di Lina Sastri e della madre Anna: " Prima che morisse ho registrato la sua voce"

Il racconto autobiografico dedicato alla mamma malata di Alzheimer

Claudia Boccucci

10 Aprile 2026, 21:00

La casa di Ninetta, la vera storia di Lina Sastri e della madre Anna: " Prima che morisse ho registrato la sua voce"

Il libro autobiografico si è trasformato in un monologo teatrale, poi "La casa di Ninetta" è diventato l'esordio alla regia dell'attrice e cantante napoletana, Lina Sastri. Una storia prettamente personale, la cui protagonista è mamma Anna (detta Ninetta), che dopo l'aggravarsi dell'Alzheimer da cui era affetta, è stata accudita da tre donne diventate amiche. Mentre Lina (all'anagrafe Pasqualina) si divideva tra Roma e Napoli decise di scrivere nero su bianco i ricordi vissuti con la madre: "È stata una mamma e una donna speciale, leggera e nobile come la luce e la musica - racconta la regista in un'intervista a Famiglia Cristiana .- Non aveva potuto studiare oltre la seconda elementare eppure era una donna raffinata ed elegante. Amava mio padre anche se lui sapeva essere violento". 

La voce di Ninetta nel film

Mentre i ricordi sbiadivano, Lina non perdeva occasione per immortalare ogni piccola sfumatura della madre. Tra queste il suo canto, che la regista ha voluto inserire anche nel film: "Il canto che ogni tanto si sente è la voce di mia madre. Feci in tempo a registrarla prima che se ne andasse. Cantava in modo straordinario". "La sua voce, già dal vivo, aveva fatto il giro del mondo - rivela Lina a Cinecittà News - perché i miei spettacoli di musica cominciano e finiscono sempre con la voce di Ninetta, che adesso è arrivata anche al cinema". 

Il racconto dell'Alzheimer

Dopo l'esperienza con sua madre, si è presentata anche la paura della malattia "in parte ereditaria": "Ho questo fantasma - confessa .- Una volta mi è successo che alla prova generale di uno spettacolo dimenticassi improvvisamente tutto, ma era per il terrore dell'andare in scena; l’emozione influenza molto la memoria. Nel film racconto anche il dolore della malattia, una malattia che toglie autonomia, dignità e identità, e spesso succede alle menti più attive come quella di Ninetta". 

L'amore per il teatro

L'infanzia per Lina non fu rosa e fiori ma dopo il liceo sbocciò l'amore per il teatro: "Mi sono diplomata al liceo classico e non ero mai stata a teatro. Un mio amico mi ha presentato Eduardo De Filippo e ho capito che sarebbe stata quella la mia strada. Lui è stato il mio maestro. Sono praticamente scappata di casa per sentirmi libera, ma tenendo sempre a mente tutto quello che mia madre aveva fatto per me".

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