Il personaggio
Il libro autobiografico si è trasformato in un monologo teatrale, poi "La casa di Ninetta" è diventato l'esordio alla regia dell'attrice e cantante napoletana, Lina Sastri. Una storia prettamente personale, la cui protagonista è mamma Anna (detta Ninetta), che dopo l'aggravarsi dell'Alzheimer da cui era affetta, è stata accudita da tre donne diventate amiche. Mentre Lina (all'anagrafe Pasqualina) si divideva tra Roma e Napoli decise di scrivere nero su bianco i ricordi vissuti con la madre: "È stata una mamma e una donna speciale, leggera e nobile come la luce e la musica - racconta la regista in un'intervista a Famiglia Cristiana .- Non aveva potuto studiare oltre la seconda elementare eppure era una donna raffinata ed elegante. Amava mio padre anche se lui sapeva essere violento".
Mentre i ricordi sbiadivano, Lina non perdeva occasione per immortalare ogni piccola sfumatura della madre. Tra queste il suo canto, che la regista ha voluto inserire anche nel film: "Il canto che ogni tanto si sente è la voce di mia madre. Feci in tempo a registrarla prima che se ne andasse. Cantava in modo straordinario". "La sua voce, già dal vivo, aveva fatto il giro del mondo - rivela Lina a Cinecittà News - perché i miei spettacoli di musica cominciano e finiscono sempre con la voce di Ninetta, che adesso è arrivata anche al cinema".
Dopo l'esperienza con sua madre, si è presentata anche la paura della malattia "in parte ereditaria": "Ho questo fantasma - confessa .- Una volta mi è successo che alla prova generale di uno spettacolo dimenticassi improvvisamente tutto, ma era per il terrore dell'andare in scena; l’emozione influenza molto la memoria. Nel film racconto anche il dolore della malattia, una malattia che toglie autonomia, dignità e identità, e spesso succede alle menti più attive come quella di Ninetta".
L'infanzia per Lina non fu rosa e fiori ma dopo il liceo sbocciò l'amore per il teatro: "Mi sono diplomata al liceo classico e non ero mai stata a teatro. Un mio amico mi ha presentato Eduardo De Filippo e ho capito che sarebbe stata quella la mia strada. Lui è stato il mio maestro. Sono praticamente scappata di casa per sentirmi libera, ma tenendo sempre a mente tutto quello che mia madre aveva fatto per me".
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