IL PERSONAGGIO
Amanda Lear rappresenta una delle più celebri icone di stile dell'ultimo secolo, nonostante la definizione non le piaccia: "l'icona sta al cimitero" - ha detto in un'intervista al settimanale F. Nata il 18 novembre 1939 (ha 86 anni) a Saigon, nell'indocina francese, gran parte della sua vita è avvolta nel mistero. I suoi genitori si sarebbero separati dopo la sua nascita e lei sarebbe stata cresciuta dalla madre in Francia - o a Londra - e in Svizzera. La stessa Lear ha più volte fornito delle informazioni contraddittorie riguardo alla sua giovinezza, alimentando e costruendo l'alone di mistero intorno al suo personaggio.
Da bambina era convinta di non essere bella: "Ero cresciuta pensando di essere brutta, brutta, brutta. Ero troppo alta, ero troppo magra, le mie mammelle erano piatte, avevo gli occhi asiatici e gli zigomi di mia madre così sembravo straniera rispetto a tutte le mie amiche, la bocca era troppo grande e i denti erano troppo grandi, per questo non sorridevo mai. Poi Françoise Hardy esplose in Francia e tutto improvvisamente cambiò. Prima di lei dovevi assomigliare a Brigitte Bardot: bionda, sinuosa e maggiorata. […] Tutto a un tratto, tutti questi difetti, tutte le cose di cui mi ero sempre vergognata, sono diventate il mio più grande patrimonio" - ha raccontato a Confessions Orbitales nel 2003.
Negli anni sessanta incontra a Parigi l'eccentrico pittore surrealista Salvador Dalì. Tra i due nasce uno stretto rapporto, definito dalla stessa Lear un matrimonio spirituale - e per Dalì lei era la sua musa: "Quello con Dalì è stato un amore incredibile, fisicamente non era quello che cercavo ma ero molto innamorata, mi ha conquistata e siamo rimasti insieme per 15 anni. Ci siamo sempre dati del lei, anche se eravamo intimi. Non eravamo sposati e non gli piaceva l’idea che si pensasse fossi la sua amante" - ha raccontato Amanda Lear a Verissimo.
Il pittore era sposato con Gala, la quale amava Lear a tal punto da chiederle di prendere il suo posto se un giorno fosse morta: "Non potevo, avevo 25 anni e la mia musica. E allora, perfidamente, mi diceva che facevo schifo quando cantavo. Ci teneva che gli stessi accanto ma io non volevo sposare un vecchio - ha raccontato Lear a Panorama - Non mi piaceva diventare la signora Dalí. Però non volevo abbandonarlo, aveva fatto tanto per me. Come un padre, un fratello, un professore d’arte, un maestro di vita. E all’improvviso lo vedevo vecchio, debole, non poteva più dipingere per i tremori del Parkinson. Ma avevo davanti una carriera, avrei dovuto fargli da badante e infermiera? Non me la sono sentita, era troppo per me. Forse sono stata egoista".

Inoltre, nonostante fosse una persona estremamente gelosa, Dalì accompagnava Lear dai suoi amanti: "Dalì era innamorato pazzo di me, pur sapendo che non mi poteva soddisfare. Io uscivo con bei ragazzi giovani e lui godeva della sua gelosia. Voleva che gli raccontassi tutto. Era una cosa masochista. Andavo a ballare tutte le sere, mi drogavo abbastanza, non ero certo una brava ragazza. Lui mi accompagnava fino alla porta di casa dei miei amanti e si crogiolava pensando a quello che avrei fatto".
Nel 1973, dopo che una sua foto era stata utilizzata per la copertina dell'album For Your Plesure dei Roxy Music, viene notata da David Bowie, con il quale Lear ha una breve ma intensa storia. Il 16 novembre 1973 appare con Bowie durante la performance di Sorrow nella serie televisiva Midnight Special e, poco tempo dopo, registra insieme a lui la sua prima canzone intitolata Star - mai pubblicata.
"Siamo stati insieme più di due anni. Sono andata con lui da Londra a New York. E dopo a Berlino. Alla fine mi sono stufata di seguirlo. E poi lui era dipendente dalla droga, non era facile. Comunque gli devo molto. Fu lui a dirmi: 'Hai una voce eccezionale, devi cantare'. Io non ci avrei mai pensato. E invece lui ci credeva davvero. Mi pagò corsi di canto e di ballo. Poi iniziai a cantare con lui, ho imparato tanto. Alla fine proprio in Germania incisi il mio primo disco. E lì ci lasciammo" - ha raccontato a La Stampa.
Un rapporto fugace ma importante, quello tra Miguel Bosè - all'epoca 17enne - e Amanda Lear. Nella sua biografia il cantante ha rivelato che con Lear è stata la prima volta: "Penso che abbiano potuto architettarlo perché mio padre non vedeva l'ora che io fossi iniziato al sesso per ‘gareggiare' con lui con le altre donne. Da allora, io e Amanda continuiamo tutt'oggi a vivere un'enorme fratellanza e complicità".
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Il passaggio del libro di Bosè è stato commentato da Lear in un'intervista a Verissimo: "Non capisco perché Miguel abbia raccontato questa cosa privata, ma si vede che gli ho lasciato un bel ricordo. Lui era il figlio del grande torero Dominguin, che era un grande conquistatore ed era preoccupato che Miguel fosse troppo delicato, dolce. Lui veniva spesso ospite da Salvador Dalì a Cadaqués e un’estate Dominguin me lo ha buttato praticamente tra le braccia. Io e Miguel siamo andati a fare una passeggiata ed è successo".
È stata sposata due volte. Il primo matrimonio fu con Morgan Paul Lear nel 1965, ma è stato il secondo matrimonio, nel 1979 con Alain-Philippe Malagnac d'Argens de Villèle, a segnare profondamente la sua vita. Malagnac morì tragicamente in un incendio nel 2000, mentre Amanda si trovava in viaggio. "Alain Philippe è stato l’uomo che ho amato di più", ha detto a Belve.
Nel 1999, mentre stava lavorando al programma di Italia 1 Il brutto anatroccolo, conosce il modello Manuel Cassella - più giovane di 40 anni. I due iniziano una relazione nel 2001, finita poi nel 2008. Nel 2014 ha avuto storia con Anthony Hornez, di quasi 40 anni di meno. Al'inizio della relazione lui aveva 30 anni.
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