Trevi
Il complesso museale di San Francesco continua a promuovere la valorizzazione degli artisti locali e umbri, ospitando nelle sale di Villa Fabri la mostra di Carlo Rampioni, folignate, architetto e artista, appartenente a una famiglia di lunga tradizione creativa.
L'esposizione, visitabile fino al 26 aprile, si inserisce pienamente in questo percorso, offrendo al pubblico un' ampia panoramica della sua produzione. Grande partecipazione ha accompagnato l'inaugurazione.
Le sale, impreziosite da soffitti affrescati del XVII secolo, accolgono dipinti, ritratti e opere astratte che mettono in luce la versatilità dell'artista, capace di muoversi con naturalezza dal disegno alla pittura fino alla sperimentazione con materiali plastici. Particolarmente significativo è l'omaggio alle radici familiari: sono esposte due opere del nonno, cesellatore, risalenti al 1907 - una brocca e alcuni stemmi nobiliari realizzati a china - testimonianza tangibile di una tradizione tramandata nel tempo.
Nei ritratti, Rampioni riesce a cogliere con sensibilità l'interiorità dei soggetti, mentre nei paesaggi emerge chiaramente la sua formazione architettonica. Le vedute di città e borghi umbri - Trevi, Orvieto, Spello, Gualdo Cattaneo e Nocera Umbra - sono costruite con equilibrio compositivo e attenta definizione dei volumi. Particolarmente suggestiva è la rappresentazione della “fascia olivata”, in cui natura e identità territoriale si intrecciano; emblematica, in tal senso, la veduta di Trevi immersa tra ulivi argentei. Nel celebre reportage Viaggio in Italia degli anni Cinquanta, Guido Piovene descrive l'Umbria come una regione caratterizzata da una “fitta corona di città piccole e medie tutte stupende, fuse dal bel paesaggio e dai ricordi”. Una definizione che restituisce con efficacia l'armonia tra il paesaggio collinare coltivato e il tessuto urbano medievale: la stessa armonia che riaffiora nelle opere di Rampioni.
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