Attualità
Da oggi, pubblicato da Rizzoli per la collana Narrative, è in libreria Finché durerà la terra, nuovo romanzo firmato da Giovanni Grasso.
Il libro presenta un racconto immaginario ambientata in Umbria con il quale Grasso prova a fare qualcosa di più ambizioso rispetto alla semplice narrazione: entrare nei territori incerti della coscienza, della fede, del dubbio.
C’è un punto, in particolare, in cui la fede religiosa smette di essere ricerca e rischia di diventare potere: è lì che Giovanni Grasso colloca questo romanzo, dando vita a personaggi umanissimi e a un canovaccio che interroga, senza semplificare, il bisogno di credere e la necessità di dubitare.
Finché durerà la terra non è soltanto una storia, ma un vero viaggio nelle pieghe dell’animo umano, dentro un mondo chiuso e al tempo stesso permeabile, dove le convinzioni si incrinano e le certezze si trasformano in domande.
E’, infatti, un libro che non si lascia consumare in fretta. E’ un testo che chiede attenzione, che pretende dal lettore lo stesso sforzo che impone al suo protagonista: capire, prima ancora che giudicare. E già in questo si coglie una precisa scelta autoriale: quella di non accompagnare il lettore per mano, ma di metterlo nella condizione di doversi orientare da solo, dentro una trama che si apre progressivamente e senza concessioni alla superficialità.
Sullo sfondo prende forma un’Umbria dichiarata, concreta, che trova in Todi un riferimento esplicito e ricorrente, non solo geografico, ma anche narrativo. Un’Umbria, fatta di equilibri sottili, comunità raccolte e dinamiche che amplificano ogni gesto. E, a conferma di un’ambientazione tutt’altro che astratta e del legame diretto con la realtà locale, nel racconto compare anche il Corriere dell’Umbria, citato per un’inchiesta giornalistica sui presunti mistici.
Non a caso Giovanni Grasso è particolarmente legato a questa regione e trascorre il suo tempo libero (e anche buona parte di quello che dedica alla scrittura) nella casa di famiglia che si trova a Petroro, sulle colline di Todi.
Al centro della storia c’è Noè, figura irregolare e inquieta, ex seminarista che si muove dentro una comunità tanto potente quanto opaca. Un mondo di veggenti, di relazioni ambigue, di dinamiche che sfuggono alle semplificazioni. Non c’è mai, nel racconto, la tentazione della scorciatoia.
Grasso costruisce un percorso narrativo che procede per immersione, non per spiegazione. Ed è proprio questa immersione a rendere il romanzo particolarmente coinvolgente: il lettore entra lentamente in un universo che non si svela mai del tutto, mantenendo sempre una quota di mistero.
Il merito principale del romanzo sta proprio qui: nella capacità di evitare il bianco e nero. I personaggi non sono mai solo quello che sembrano. Le situazioni non si lasciano incasellare. E il lettore è costretto a restare dentro questa zona grigia, dove le certezze si sfilacciano pagina dopo pagina.
È una scelta narrativa che riflette una visione più ampia: quella di una realtà complessa, dove le verità non sono mai assolute e dove ogni giudizio richiede prudenza.
La scrittura accompagna questo impianto con coerenza.
È una lingua pulita, controllata, che non cerca effetti speciali ma lavora in profondità. Non ci sono eccessi, né compiacimenti. C’è, piuttosto, una tensione costante che attraversa il testo e tiene insieme la dimensione più intima con quella più narrativa. Una scrittura che non invade mai la scena, ma la sostiene con discrezione, lasciando spazio ai personaggi e alle loro evoluzioni.
Grasso dimostra di conoscere bene i meccanismi del potere e quelli, ancora più sottili, della fede e della suggestione. Ma evita accuratamente di trasformare il romanzo in una tesi. Non spiega: mostra. Non giudica: espone. E lascia al lettore il compito, non semplice, di orientarsi. Una scelta che rafforza la credibilità del racconto e ne amplia la portata, evitando qualsiasi rigidità interpretativa.
Il risultato è un libro che non cerca il consenso facile. Non ammicca. Non strizza l’occhio. Ma proprio per questo resta. Perché, quando si chiude l’ultima pagina, la storia continua a lavorare dentro. E lo fa senza bisogno di effetti forzati, ma attraverso una sedimentazione lenta, quasi silenziosa.
IL LIBRO:

Finchè durerà la terra
Editore: Rizzoli.
Collana: Narrative.
Pagine: 352.
Prezzo di copertina: euro 19,00.
LA TRAMA: Alle spalle solidi studi di teologia e antropologia, Noè Simenoni, il protagonista del nuovo romanzo di Giovanni Grasso, è un ex seminarista tormentato dai dubbi e dai debiti, a cui il destino pare aver giocato un brutto tiro.
Richiamato dalla Santa Sede, dovrà vestire i panni di agente segreto e infiltrarsi in una comunità guidata da due veggenti ossessionati dall’Apocalisse e da un nuovo Diluvio, costretto a fingere e mentire.
Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi.
Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta.
Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.
L'AUTORE: Giovanni Grasso (Roma, 1962), giornalista, drammaturgo e scrittore, è dal 2015 consigliere del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la stampa e la comunicazione. E’ autore di numerosi saggi, tra cui una biografia di Piersanti Mattarella. Per Rizzoli ha pubblicato Il caso Kaufmann (2019), Icaro. Il volo su Roma (2021), Il segreto del tenente Giardina (2023) e L’amore non lo vede nessuno (2024), disponibili in Bur e vincitori di diversi premi.
Ha scritto anche per il teatro, con Fuoriusciti, Il caso Kaufmann e L’amore non lo vede nessuno, quest’ultimo andato in scena lo scorso anno al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Come giornalista ha lavorato a La Discussione e al servizio politico dell’Agenzia Giornalistica Italia. Nel 1992 è stato assunto al quotidiano Avvenire, come redattore politico parlamentare. Tra i tanti riconoscimenti, nel 2020 ha ricevuto il Premio Ischia come comunicatore dell’anno e il Premio Guido Dorso sezione giornalismo e nel 2025 il Premio Franco Cuomo per la letteratura e il teatro.
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