PASQUA
Inizia oggi, con la Domenica delle Palme, la settimana santa. Secondo il calendario liturgico cattolico, nella domenica che precede la Pasqua si ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. In Italia, le celebrazioni vengono accompagnate dalla benedizione dei rami d'ulivo.
La domenica delle Palme deve il suo nome dal racconto dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme. L'episodio è presente in tutti i Vangeli, ma solo in quello di Giovanni si parla di palme. In particolare, l'occasione era celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la cosiddetta "festa delle Capanne", dove i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. La tradizione vuole che ogni fedele sventolasse il Lulav, ovvero un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi: la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera, e il salice, che simboleggia in silenzio di fronte a Dio. Secondo i Vangeli, dunque, Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme acclamato come un re ma lo fa sopra un'asina per simboleggiare umiltà e mitezza. Secondo scritture, la folla stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù.
Ma perché si usa l'ulivo? La Conferenza episcopale italiana nel suo Sussidio per le famiglie parla di "rami d'ulivo, di palma o di altra pianta verde". In molti paesi dove viene celebrata la festa, infatti, non è presente l'albero della Palma mentre quello d'ulivo - di forte simbolismo religioso - è molto più diffuso.
Si hanno notizie della benedizione delle palme a partire dal VII secolo, in concomitanza con la crescente importanza data alla processione. Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu introdotta nella liturgia della Siria e dell'Egitto.
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