L'INTERVISTA
Il Tevere parla, come del resto parlano tutti i fiumi del mondo che attraversano città, paesi, borghi, boschi, valli e campagne. Racconta storie, eventi, personaggi, battaglie, leggende, tradizioni, riti passati e presenti, personaggi storici. Ed è proprio a tutto questo che Antonello Lamanna si è ispirato per realizzare con Federico Menichelli, regista dell’Associazione “I Mestieri del Cinema Umbri”, un docufilm ispirato al “biondo Tevere” di prossima uscita.
“Io e Antonello ne parlavamo da tanti anni - racconta Menichelli -, sicuramente da prima del Covid. Lui ha effettuato studi antropologici approfonditi lungo gli argini e mi ha proposto di creare le condizioni per realizzare un prodotto filmico che raccontasse tutto quello che c’era nel ‘nostro’ tratto utilizzando le professionalità del cinema residenti in Umbria che hanno messo in campo idee, capacità e strumentazioni. Come produzione, con lo Studio Lumiere di Perugia, la 2M on the Rocks di Matteo De Angelis (Norcia) e Daniele Marinelli alla fonica (Perugia), abbiamo dovuto fare scelte importanti, selezionare, perché il patrimonio culturale del fiume è enorme ma non tutto è potenzialmente gestibile”.
- Fai un esempio…
Per esempio a Pretola. Lì non tutto è stato facile, come mettere oltre 10 personaggi sugli scogli ma gli abitanti erano supermotivati, avevano tante cose da raccontare del tempo passato e ci hanno supportato nei modi più disparati.
- Chi è stato il vostro interlocutore più attivo per la realizzazione?
L’Anci Regionale Umbria, l’Associazione Nazionali Comuni Italiani, che ha organizzato una riunione chiamando a raccolta i Comuni e i soggetti interessati.
- Hanno aderito tutti?
Chi sì chi no.
- Chi ha detto sì?
Perugia, Marsciano, Collazzone, Fratta Todina, San Giustino e Montone. Hanno anche aderito Gesenu e Adisu. Poi si sono aggiunti i collaboratori: Coop. B+ del Consorzio ABN per il catering, Marchi Auto per le auto di servizio, Golden Brasil Coffee e Conad Superstore per il ristoro sul set. A seguire, grazie all’interessamento di AICS Nazionale, si sono aggiunti anche i Comuni di Anghiari, Pieve Santo Stefano e Sansepolcro, con le ricerche e la consulenza questa volta di Mirko Draghi, vero e proprio esperto della storia delle aree della Valtiberina toscana.
- E quali attori hanno partecipato?
Tantissimi attori umbri: Michele Nani, Francesco Bolo Rossini, Valeria Ciangottini, che è da sempre la colonna della rete dei Mestieri del Cinema Umbri, Artemisia Levita, Alfiero Toppetti, altra colonna della rete, Mirko Frezza, Andrea Cagliesi, Mauro Cardinali, Mauro Silvestrini, Daniele Biagini, Massimo Boncompagni, Giuliana Gattari, Andrea Bucci, Claudia Mengarelli, Lucia Giuliani, le due Miss Umbria Lucrezia Luchetti e Cecilia Alma Levita, con la partecipazione di Isabella Dalla Ragione e l’Associazione Politheater per la scena con le marionette. Per la sezione Toscana si sono aggiunti al cast anche Jaele Fo e Fabio Pasquini. Del resto, la nostra è la prima e più vasta rete umbra dell’audiovisivo.
- Quando avete iniziato le riprese?
Tra fine luglio e inizio di agosto del 2025, attraverso tutta l’Umbria.
- C’è un personaggio che in qualche modo lega tutti i luoghi che attraversate…
Si, si chiama Celesia, ed è interpretata da Artemisia Levita. E’ un’adolescente che ha subìto un trauma perché i suoi genitori, antropologi, hanno avuto un incidente proprio lungo il Tevere. Lei sta cercando il “Libro delle Voci”, di cui si parla in una sorta di leggenda. Vive con la nonna, Valeria Ciangottini, ed una notte, mentre è a letto febbricitante, sente dei suoni che l’attraggono ed inizia una sorta di viaggio rituale sul fiume con una zattera… e non solo.
- Una zattera che è stata costruita appositamente per voi dai cittadini di Pretola…
Esattamente. Sono stati straordinari. Grazie anche alla collaborazione dell'Ecomuseo del Tevere (Claudio Giacometti, Ascanio Diarena, Giorgio, Mimmo, Paola, Marco e La Brigata Pretolana e tanti altri). Finite le riprese non è stata neanche distrutta la zattera, ma l’hanno messa nel loro Museo. Ovviamente non l’abbiamo utilizzata per tutto il percorso sul Tevere perché era troppo pericoloso, gestirla in acqua non è stato facile. Celesia da un certo punto in poi prosegue a piedi ed incontra tanti altri personaggi. Per esempio, un pescatore che gli parla del pesce siluro.
- Si tratta di un pesce cattivo…
E’ un pesce, ci dicono, che rende l’ambiente malefico, insano. Si tratta della nostra versione casalinga di tutti i mostri subacquei. E’ il nostro piccolo Loch Ness. Anche in questo caso gli abitanti di Pretola sono stati magnifici: hanno sentito che raccontavamo del pesce siluro e sono andati a pescarlo, proprio per noi, quindi avevamo i pesci appena presi.
- La ragazzina chi incontra nel suo viaggio?
Incontra, tra gli altri, il Bartoccio, le Lavandaie del fiume, Isabella Dalla Ragione che interpreta se stessa, parla con le piante e spiega come ogni pianta è un mondo a sé e quindi anche lei, Celesia, deve trovare il suo. Incontra persino la Strega Matteuccia, interpretata dalla sorella di Artemisia, Cecilia Alma, che abbiamo dovuto, suo malgrado, imbruttire ricoprendola di fango, per aderire ad una visione rupestre ed arcaica di questo controverso personaggio.
- Che parte fa Michele Nani?
Fa l’inquisitore cattivissimo, che interpreta con grande forza espressiva, passione e professionalità.
- E Lucrezia Lucchetti, ex Miss Italia?
Interpreta la prima Lavandaia, Tania. Ho suggerito a Lucrezia di ispirarsi alle dive italiane del dopoguerra: Mangano, Lollobrigida. Lavandaia ma diva del paese.
- Come mai siete andati oltre l’Umbria? In Toscana con Anghiari, Pieve Santo Stefano e Sansepolcro?
Daniele Lamuraglia, regista toscano e dirigente settore Cultura dell’Associazione Italiana Cultura Sport, innamoratosi del progetto, si è prodigato in ogni modo per portare Celesia nella Valtiberina, trovando tanti sostenitori: AICS Toscana, Comune e Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano, Centro Studi ed Ente Palio di Anghiari, Associazione “Quelli di Karin” di Subbiano per costumi e oggetti.
- Che scene avete inserito?
Una ispirata a Piero della Francesca. Jaele Fo, figlia di Jacopo, invece interpreta una profuga molto particolare, da scoprire… Abbiamo rappresentato, tra le varie suggestioni, anche la Battaglia di Anghiari, combattuta il 29 giugno del 1440 nella piana ad est della città, dove la coalizione della Repubblica Fiorentina sconfisse le truppe milanesi dei Visconti. Una sezione, quella toscana, che rende il progetto molto attuale lanciando un messaggio di pace universale attraverso spazio e tempo.
- Quanto è lungo il docufilm?
La parte umbra è di circa 44 minuti, con l'aggiunta poi della parte toscana, si arriverà ad oltre 1 ora.
- Come pensate di distribuirlo?
Abbiamo diversi contatti di distribuzione a livello nazionale interessati, anche importanti, ai quali stiamo per sottoporlo.
- E quando pensate di presentarlo?
Mancano ancora le fasi di postproduzione audio e di colorazione. Una volta terminato stiamo ipotizzando un tour di proiezioni nei cinema locali di tutti i Comuni del Tevere. Questo prima di affrontare obiettivi distributivi più larghi.
- Ma l’obiettivo principale quale è?
Rinforzare il brand dell’audiovisivo umbro. Intendiamo candidare il progetto completo alla Mostra del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma per il 2026, dove abbiamo già presentato nel 2025 il trailer in alcuni eventi e spazi (Coming Soon e LazioFilm Commission), con il sostegno alla diffusione di AICS Umbria e della Umbria Film Commission, Puntiamo alle sezioni off o a quelle destinate al cinema indipendente. Staremo a vedere…
- Musica e budget?
Le musiche sono di Daniele Marinelli ma inseriremo, in collaborazione con Voxteca, anche suoni della natura e canti tradizionali delle lavandaie (in collaborazione con il Coro del Maestro Mauro Branda). Il budget, con una troupe formata da 30 persone più gli attori, si aggira sugli 8mila euro per la parte Toscana e 16mila euro per l’Umbria. Una cifra paragonabile a quella di un buon corto. L’Associazione “Mestieri del Cinema Umbri” ha fornito professionisti e risorse locali, con un grande investimento di tempo, passione, esperienza ed attrezzature dei tanti soci coinvolti. Una grande unione di risorse, economiche, di logistica e di supporto, da parte di enti pubblici e privati, ed anche degli abitanti delle varie locations. Un progetto di rete che è già un modello di audiovisivo umbro esportabile: l’Umbria raccontata dagli umbri.
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