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Canzonissima, da Renato Tagliani a Milly Carlucci. La storia del programma: il 'Tuca tuca' di Raffaella Carrà e tutti i conduttori

Ilaria Albanesi

21 Marzo 2026, 20:15

Canzonissima, da Renato Tagliani a Milly Carlucci. La storia del programma: il 'Tuca tuca' di Raffaella Carrà e tutti i conduttori

Era il 1958, anno del rock 'n roll e di Elvis Presley. Su Rai 1 - il primo canale - debutta Canzonissima. Alla conduzione Renato Tagliani affiancato da Ugo Tognazzi, Gianni Agus e Enzo Sordi, nella prima storica edizione del varietà musicale, che sarà vinto da Nilla Pizzi con L'edera

L'idea è anticipata prima - nel 1956 - in radio con Le canzoni della fortuna, un grande successo che porta l'anno successivo il programma in televisione con il titolo di Voci e volti della fortuna, trasformato in una gara tra dilettanti provenienti dalle varie regioni d'Italia, con alcuni cantanti professionisti che gareggiavano in un girone a parte.

Poi la nascita di Canzonissima, con la partecipazione di cantanti più affermati che potevano essere votati dal pubblico grazie a cartoline vendute insieme a biglietti della lotteria. Da quella prima edizione ne seguiranno altre dodici. L'ultima - la tredicesima - prende il via questa sera, sabato 21 marzo, con Milly Carlucci alla conduzione. 

Canzonissima, edizioni e conduttori

La seconda edizione - nel 1959 - è una delle più celebri. Condotta da Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, il quale ideò per la trasmissione un personaggio che continuò a essere identificato con la sua figura: il barista ciociaro Bastiano, e la sua celebre esclamazione Fusse che fusse la vorta bbona, frase riferita all'invito ad acquistare un biglietto della lotteria forse vincente. Nel 1960 la conduzione passa a Alberto Lionello, Lauretta Masiero e Aroldo Tieri, mentre l'anno successivo - 1961 - il programma viene affidato a Sandra Mondaini.

Una delle edizioni più burrascose è, tuttavia, quella del 1962. Al timone Dario FoFranca Rame che abbandonarono il programma dopo sette puntate. La sera del 29 novembre i due conduttori lasciarono gli studi mezz'ora prima dell'inizio della trasmissione, costringendo i dirigenti a mandare in onda l'ottava puntata con i soli cantanti. La causa dell'abbandono fu un'operazione di censura dei testi di Fo: lo sketch su un costruttore edile che si rifiutava di dotare di misure di sicurezza la propria azienda fu considerato eccessivamente provocatorio dai dirigenti RAI. Alla fine furono Sandra Mondaini e Tino Buazzelli a condurre le restanti quattro puntate, mentre per quella finale fu chiamato invece Corrado.

Dal 1963 al 1967 la trasmissione continuò con nuovi titoli, Gran Premio, Napoli contro tutti, La prova del nove, Scala reale e Partitissima, per ritornare al titolo originario nel 1968 con l'edizione che vide come protagonisti Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli. Nel 1969 la conduzione passò a Johnny Dorelli e Raimondo Vianello, ma fu l'edizione del 1970 a lasciare il segno per la conduzione di Corrado in coppia con Raffaella Carrà e per la sigla del programma, cantata dalla showgirl, Ma che musica maestro. La coppia venne confermata anche per l'edizione successiva del programma, in cui la showgirl lanciò il ballo Tuca tuca esibendosi insieme ad Alberto Sordi.

Pippo Baudo e Loretta Goggi raccolsero il testimone per l'ultima edizione serale del programma, andata in onda nel periodo 1972-1973, prima del passaggio alla fascia pomeridiana che registrerà, tuttavia, un calo dell'interesse del pubblico tanto che con l'edizione del 1974-1975, condotta ancora dalla Carrà con la partecipazione di Cochi e Renato e Topo Gigio, il programma si chiude definitivamente - fino all'edizione del 2026.

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