CURIOSITÀ
Kimi Antonelli ha un passato da attore nel film diretto da Matteo Rovere Veloce come il vento. Era il 2016. Erano passati dieci anni dall'ultima vittoria di un italiano in Formula 1, quella di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006, e ne mancavano altrettanti al ritorno di un azzurro sul gradino più alto del podio. Quel futuro pilota, al tempo, aveva appena dieci anni e davanti a sé non c'era la bandiera a scacchi, ma la macchina da presa.
"Era davvero piccolo - ha raccontato il regista in un'intervista a Repubblica -, non aveva nemmeno 10 anni. Era sempre sul set. Correva da tutte le parti e con tutti i mezzi. In quei giorni si allenava con i kart. Tutti dicevano che era impressionante. Da ogni punto di vista, tecnico e umano".
Conosciuto anche con il titolo internazionale di Italian Race, il film è liberamente ispirato alla vita del pilota rally Carlo Capone e ha visto l'esordio sul grande schermo - oltre a quello di Antonelli - dell'attrice Matilde De Angelis, che veste i panni della pilota Giulia De Martino: "Stefano Accorsi il protagonista è un ex pilota, Matilda De Angelis è la sorella ed è una campionessa. Cercavo la collaborazione di un team del campionato italiano Gt per fare le riprese - ha spiegato Rovere -. E ci siamo uniti al papà di Kimi, Marco. Che ci ha aiutato tantissimo anche nelle riprese. E Kimi era sempre in giro mentre giravamo. Un bambino gentilissimo, educato, si incuriosiva di tutto. Faceva domande. Era la mascotte della troupe, divertiva tutti".
La curiosità del futuro pilota Mercedes sul set lo ha portato sul grande schermo a vestire i panni di Matteo: "Ci servivano bambini per una scena in cui Loris, il protagonista, andava fuori da una scuola con il fratello minore. E portava i suoi amici a fare un bagno irregolare in una piscina. Abbiamo fatto un casting ed è stato normale prendere anche lui, era sempre lì".
Kimi e suo padre Marco sono rimasti in contatto con il regista: "Con il papà Marco sono venuti a trovarci sul set della serie Motorvalley. Quando si tratta di velocità… Sa era un bambino a modo. È diventato un ragazzo di grandissima umiltà, intelligenza e determinazione. Oggi è un campione, deve molto al suo carattere, al suo grande talento, ma anche alla sua straordinaria famiglia".
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