Martedì 17 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

GUBBIO

Gli antieroi di Gino Covili trasformano la Vittorina in teatro spirituale e civile

Nel luogo dove il Poverello fermò la paura e parlò al lupo, è stato presentato il libro sul maestro del Novecento e il reading parole e musica Francesco, un'altra storia

Ambra Costanzi

17 Marzo 2026, 08:48

Gli antieroi di Gino Covili trasformano la Vittorina in teatro spirituale e civile

Ci sono luoghi dove le storie non sono soltanto raccontate. Restano nell’aria.

La chiesa di Santa Maria della Vittorina, a Gubbio, è uno di questi.

Qui, secondo la tradizione, San Francesco fermò la paura e parlò al lupo. Ed è qui che domenica pomeriggio si è tornati a parlare di uomini fragili, ultimi, antieroi.

Alla Vittorina si è svolta infatti la presentazione del libro “Gli antieroi di Covili”, seguita dal reading “Cristo, mi hai ascoltato. Francesco. Un’altra storia”, uno spettacolo di parole e musica che attraversa l’universo pittorico e umano di Gino Covili, uno dei più intensi interpreti della pittura italiana del Novecento.

La giornata culturale a Gubbio era stata anticipata già nelle prime ore della mattina da un’iniziativa editoriale del Corriere dell’Umbria: il quotidiano ha regalato ai lettori il poster “Pace con Frate lupo”, uno dei dipinti più significativi del ciclo francescano di Covili.

L’opera fa parte del grande ciclo pittorico dedicato a San Francesco, composto da 83 dipinti, uno dei nuclei più importanti dell’ultima stagione artistica del pittore di Pavullo nel Frignano.

Quel quadro è oggi esposto proprio a Gubbio nella mostra “Francesco e frate Lupo: l’arte racconta la leggenda dell’incontro”, visitabile fino al 19 aprile.

Non è un caso che proprio questa città abbia ospitato l’incontro dedicato al pittore degli ultimi. Nella tradizione francescana, infatti, Gubbio è considerata la seconda patria di Francesco. È la città della sua conversione, dove si è svestito dai panni del ricco per indossare il saio, dove si è preso cura dei malati, il luogo dove il santo trasformò la paura in dialogo e rese possibile la pace con il lupo.

La presentazione del libro è stata introdotta, a fare gli onori di casa, da Paola Salciarini, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Gubbio, insieme a don Mirko Orsini, vicario generale della diocesi eugubina. Entrambi hanno sottolineato il valore simbolico della Vittorina anche in relazione all’iniziativa culturale e hanno voluto fortemente che proprio qui arrivassero la presentazione del libro e lo spettacolo dedicati all’opera di Covili.

Presente, fra gli altri, anche padre Mauro Botti, guardiano del Santuario di San Damiano ad Assisi, dove lo spettacolo era stato presentato lo scorso ottobre e che aveva visto anche l’anteprima alla Casa Museo Gino Covili di Pavullo nel Frignano.

A dialogare con l’autore del libro, il vicedirettore del Corriere dell’Umbria Federico Sciurpa, è stato Federico Fioravanti, storico direttore del nostro quotidiano (oggi ideatore e direttore del Festival del Medioevo), in un confronto dedicato alla figura del pittore modenese e alla cifra più originale della sua arte: quella degli antieroi.

Covili ha raccontato contadini, mendicanti, uomini piegati dalla fatica, corpi stanchi, volti segnati dal tempo. Figure lontane dall’epica dei vincitori. Proprio in questa umanità fragile il pittore trovò, negli ultimi anni della sua vita, la figura di Francesco d’Assisi.

Il santo che aveva rovesciato i valori del suo tempo diventò, nelle tele dell’artista emiliano, il volto universale degli ultimi.

Dopo l’incontro sul libro, la Vittorina si è trasformata in uno spazio di teatro civile e spirituale. È andato in scena il reading “Cristo, mi hai ascoltato. Francesco. Un’altra storia”, tratto proprio dal lavoro di ricerca sugli antieroi di Covili.

Le letture sono state interpretate da Franca Lovino, con il canto e la fisarmonica di Claudio Mattioli e la partecipazione di Vladimiro Covili, figlio del pittore e tra i più profondi conoscitori della sua opera.

Parole, musica, immagini e una straordinaria storia personale hanno ricostruito il Francesco di Covili: un santo inquieto, umano, attraversato dal dubbio e dalla sofferenza. Un Francesco lontano dall’iconografia consolatoria e più vicino agli uomini che popolano le tele del pittore.

Alla Vittorina non è andato in scena soltanto un incontro culturale promosso dal Comune di Gubbio, dalla diocesi e da Francesco a Gubbio con la CoviliArte.

È tornata a vivere una storia: quella di un artista che ha fatto degli ultimi i protagonisti della sua pittura e di un santo che, otto secoli fa, aveva scelto di stare dalla loro parte.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie