PERUGIA
Maria Maddalena, con i suoi lunghi capelli ramati a farle da veste, che incrocia il suo sguardo con quello eloquente di Zosimo, il quale le porge una tunica di un rosso acceso. A sovrastare la scena di vita, le tre figure di Cristo in trono (al centro) affiancato da Santa Caterina d'Alessandria (a destra) e San Francesco (a sinistra). Si tratta delle quattro tavole di Palmerino di Guido, esposte per la prima volta alla Galleria nazionale dell'Umbria nel contesto della mostra Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento. L'opera è stata acquistata dal ministero della Cultura un anno fa da un privato attraverso una trattativa diretta e poi concessa alla Galleria stessa.

Le tavole furono pubblicate nel 1967 da Giovanni Previtali nel suo volume su 'Giotto e la sua bottega'. Secondo lo studioso, la disposizione delle tavole poteva essere - probabilmente - su due facce. Sul fronte Cristo in trono affiancato a destra della tavola con San Francesco e, a sinistra, Santa Caterina. Sul retro avrebbe trovato posto la Maddalena che riceve le vesti dal sacerdote. La disposizione rimane, tuttavia, ancora incomprensibile.

Previtali individua nell'opera una "ulteriore testimonianza di quella componente umbra della bottega di Giotto" di cui aveva già parlato "a proposito del 'Maestro del Crocifisso di Montefalco" con significativi "confronti possibili con le opere del cosiddetto 'Maestro espressionista di Santa Chiara' di cui queste tavole potrebbero testimoniare un primo momento".
Enrica Neri Lusanna, nel definire il percorso di Guidiccio Palmerucci, propone - pur senza citare l'opera ora in Galleria - la coincidenza della figura del Maestro Espressionista di Santa Chiara in quella storica di Palmerino di Guido, a cui quindi le quattro tavole sono ora attribuite.
Le tavole, che probabilmente facevano parte di una pala d'altare, hanno provenienza umbra, riconducibile ai monasteri legati all'ordine fondato da Santa Chiara - il più indiziato è quello folignate delle Vergini. Al termine della mostra, l'opera entrerà a far parte del percorso espositivo permanente della Galleria nazionale dell'Umbria.
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