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Foligno

Il ventennale di Dancity: "Una grande edizione ma sarà anche l’ultima"

Annunciati i primi nomi in line-up per celebrare i 20 anni di attività del festival che torna in città tra Auditorium San Domenico e Palazzo Candiotti

14 Marzo 2026, 08:58

Il ventennale di Dancity: "Una grande edizione ma sarà anche l’ultima"

Sarà la ventesima, ma anche la ultima edizione. C’è da festeggiare per il traguardo raggiunto, ma anche da riflettere per una eccellenza degli eventi musicali umbri, di respiro internazionale, che non ha più le forze di continuare la sua straordinaria avventura.

Chissà però se gli organizzatori ci ripenseranno. Chissà se chi deve far qualcosa per sostenere e dare nuova linfa a questa eccellenza lo farà. Per il momento il pubblico può godersi una edizione di grande livello per un festival internazionale di cultura e musica elettronica che per questo ultimo canto, dopo un lungo girovagare, torna dove è nato, a Foligno.

Sono quindi venti anni di attività per Dancity, l’associazione culturale che dal 2006 esplora le arti musicali e digitali in un panorama artistico in continuo movimento. Nata a Foligno, celebrerà così il Ventennale dell’omonimo festival venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno nei luoghi di prestigio della città umbra come l’Auditorium S. Domenico e Palazzo Candiotti. Un’edizione speciale quindi, l'ultima, per un festival che ancora una volta presenta un programma artistico in equilibrio tra desiderio di ricerca e sperimentazione, con costanti rimandi a forme musicali contemporanee nonché tradizionali.

Si rinnova così il rituale Dancity. Tra affreschi trecenteschi e palazzi signorili del ‘700 prenderà forma un’onda sonora che metterà in relazione culture, traiettorie e immaginari provenienti da mondi apparentemente lontani. È in questa prospettiva che il Ventennale comincia a svelarsi: un programma che intreccia ricerca, intensità e visione, tenendo insieme pionieri assoluti, protagonisti del presente e artisti che stanno spingendo la musica elettronica verso nuove forme di avanguardia.

Colpisce subito la presenza di The Orb, una delle formazioni che ha inciso più a fondo nell’immaginario della musica elettronica: al Dancity Festival 2026 presenteranno in prima italiana il live audio-visual del loro leggendario album Adventures Beyond the Ultraworld del ’91, che in quegli anni aprì un orizzonte nuovo fondendo ambient house, dub e psichedelia. Una performance che attiva nuovamente quella matrice visionaria in una forma immersiva, espansa, ancora capace di proiettare il pubblico in avanti.

Con Actress, Dancity accoglie uno degli autori più influenti e sfuggenti dell’elettronica contemporanea. Darren J. Cunningham ha costruito negli anni una scrittura personalissima, capace di attraversare techno, astrazione, composizione e tensione ritmica con una firma immediatamente riconoscibile. Ogni sua apparizione genera un senso di scarto, di apertura, di futuro già presente: una qualità rara, che fa di Actress un riferimento per intere generazioni di artisti e ascoltatori.

Torna poi Blawan e il suo ritorno porta con sé il peso di uno degli artisti che hanno inciso più profondamente nella musica clubbing degli ultimi anni. Il suo sound parte dalla forza chirurgica del ritmo e arriva ad una materia sonora densa, mutante, tagliente, in cui percussione, distorsione e tensione fisica si fondono in un linguaggio inconfondibile. Anche nella fase più recente, culminata nel nuovo capitolo su XL Recordings, Blawan continua a rappresentare una delle voci più potenti della scena britannica.

Un altro ritorno, quello di Etienne Jaumet, figura centrale di una linea musicale che unisce sintetizzatori, sax, trance, psichedelia e slancio cosmico. Fondatore dei leggendari Zombie Zombie, la sua musica è composta di espansione, ipnosi e movimento continuo, disegnando paesaggi in cui energia analogica e spirito visionario si incontrano con una naturalezza travolgente.

Sul fronte del live modulare Colin Benders rappresenta una delle esperienze più spettacolari e organiche della scena europea. Dopo il percorso con The Kyteman Orchestra Benders ha trasformato il sintetizzatore modulare in uno strumento-orchestra, capace di generare in tempo reale armonia, impulso, rischio e costruzione. I suoi set vivono di improvvisazione reale, di ascolto, di controllo e al contempo abbandono, e fanno del palco un luogo in cui la macchina diventa gesto musicale puro.

Con I-F entra in line-up una figura fondativa dell’underground europeo. DJ, produttore, agitatore culturale, mente dietro Intergalactic FM e le etichette Viewlexx e MurderCapital, I-F incarna una genealogia viva che attraversa electro, italo, acid, wave e outsider electronics con gusto, istinto e radicalità. I suoi set hanno l’andamento delle traiettorie memorabili: accendono la pista, aprono immaginari e rimettono in circolo una storia ancora piena di elettricità.

In prima assoluta l’incontro tra Valentina Magaletti e Ben Vince annuncia uno dei momenti più attesi e imprevedibili di questa prima tranche. Magaletti ha ridefinito il ruolo della percussione dentro la musica contemporanea, trasformandola in un campo aperto di gesto, materia, ascolto e intuizione; Vince lavora invece sul sax come corpo sonoro espanso, attraverso improvvisazione, manipolazione, loop e trattamento timbrico. Insieme danno forma a un dialogo ad alta densità, dove ritmo, respiro, pressione e libertà entrano in una zona di massima intensità.

Tra i nomi più magnetici di questo primo annuncio c’è Ghost Dubs, progetto di Michael Fiedler, emerso come una delle voci più forti del nuovo dub contemporaneo. Il suo lavoro su Damaged, uscito per la label Pressure di The Bug, ha messo in evidenza una scrittura profonda, spettrale, avvolgente, costruita su bassi cavernosi, texture corrose e una tensione quasi industriale. Ghost Dubs porta a Dancity un suono immersivo e ipnotico, capace di trasformare il dub in esperienza fisica e mentale.

Uno dei profili più interessanti della nuova ricerca elettroacustica europea è quello di Noémi Büchi. Compositrice e sound artist svizzero-francese, sviluppa una scrittura che mette in relazione ritmi materici, astrazione orchestrale, dettaglio e slittamento, generando strutture sonore dense e mobili.

A chiudere questa prima serie c’è Vera Grace, artista olandese in forte ascesa, che sta definendo una voce sempre più nitida tra modular synthesis, techno ipnotica e tensione live. La sua presenza rafforza il senso di una line-up che guarda con decisione al presente e alle sue prossime evoluzioni.

Il percorso verso giugno prenderà forma giovedì 9 aprile 2026 con un’anteprima esclusiva: all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, una cornice di intensità acustica e visiva, arriverà, in unica data italiana, The Silver Thread, nuovo progetto che riunisce il produttore britannico Shackleton, il compositore, clarinettista e polistrumentista Wacław Zimpel, il giovane cantante classico indostano Siddhartha Belmannu e il maestro percussionista specializzato nel ghatam Giridhar Udupa.

Questi primi nomi tracciano con chiarezza la direzione del ventennale per aprire il cammino verso un’edizione che attraverserà linguaggi, geografie e visioni del presente. Un primo segnale forte, in attesa dei prossimi nomi e del programma completo della ventesima e, purtroppo, ultima edizione di Dancity Festival.

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