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Prende il via da questa sera - mercoledì 11 marzo - la seconda stagione di Vanina, un vicequestore a Catania. La fiction di Canale 5 si ispira liberamente al ciclo di gialli nati dalla penna di Cristina Cassar Scalia, autrice siciliana che ha dato vita al personaggio della poliziotta palermitana - ma in servizio a Catania - divenuta best seller.
Da Sabbia Nera - il primo lavoro - fino a Mandorla amara, decimo libro e - al momento - ultimo della serie, la scrittrice è riuscita a creare una serie di storie originali e imprevedibili - il lettore ricostruisce la storia passo dopo passo solo grazie alle intuizioni di Vanina (e non solo) -, legate dal filo conduttore della vita personale del vicequestore Guarrasi. Uno scenario che prende forma nella serie tv con protagonista Giusy Buscemi, anche se in modo "totalmente diverso", ha dichiarato Cassar Scalia a Repubblica.
"Il mondo letterario di Vanina - ha spiegato Cassar Scalia - è diverso da quello televisivo, mi sono sono fatta l’idea che sono due percorsi paralleli. Si tratta di un prodotto totalmente diverso, per quanto ovviamente si rifaccia certamente ai libri. La diversità sta nel linguaggio adottato e si rivolge probabilmente a un pubblico diverso. È una straordinaria occasione di poter avvicinare nuovi lettori incuriositi dalla proposta tv".
Medico oculista, Cristina Cassar Scalia coltiva la passione per la scrittura da sempre: "Nella mia famiglia - ha dichiarato a tv sorrisi e canzoni - ci sono tanti medici e ho sempre avuto anche la passione per la medicina. Non sapevo se sarei mai diventata una scrittrice. Così, a 18 anni, ho deciso che la medicina era una strada più sicura. Dopo la specializzazione, scrissi La seconda estate, una storia romantica e, senza crederci molto, la presentai a vari editori. Venne pubblicata da Sperling & Kupfer, che editò anche il secondo romanzo, “Le stanze dello scirocco”, una saga familiare siciliana".
L'idea per Sabbia Nera arriva per caso: "Mi sono trovata per caso in una villa di amici alle pendici dell’Etna e disabitata da più di 50 anni. Il proprietario, che l’aveva appena ereditata, mi mostrò la cucina dove si trovava un montacarichi. Non so perché, ma ci infilai dentro un cadavere mummificato da 50 anni. Dovevo raccontare la sua storia, e così è nato 'Sabbia nera', il mio primo giallo con Vanina Guarrasi".
L'ispirazione per il personaggio di Vanina è arrivata subito dopo: "Ho fatto l’identikit di una poliziotta che avrei voluto leggere nei libri. Volevo che fosse una donna con un ruolo importante, un vicequestore con una carriera di tutto rispetto alle spalle, il cui valore fosse riconosciuto da chiunque. Non avevo in mente nessuno di reale, ma dopo aver iniziato a documentarmi per non scrivere sciocchezze e a studiare le procedure giudiziarie, ho incontrato vari poliziotti della Mobile di Catania e Palermo, fra cui diverse poliziotte che somigliavano a quel mio ideale, molto toste e brave. Un po’ mi sono ispirata a loro per Vanina".
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