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IL CASO

Punch, il macaco abbandonato e consolato da un peluche, ora è pronto per vivere con i suoi simili

11 Marzo 2026, 12:50

Punch aggrappato al suo peluche Djungelskog: l'immagine simbolo di una storia diventata virale

Punch, il cucciolo di macaco, abbandonato dalla mamma subito dopo la sua nascita e rifiutato anche dai suoi pari, ha trovato calore tra le braccia di un morbido orango di peluche dell’Ikea che è diventato subito il suo inseparabile amico. Oggi il gruppo dei primati è pronto ad accettarlo e Punch si prepara a salutare per sempre il suo morbido amico che, intanto, è diventato un oggetto cult tra i peluche più venduti.

Verso l’autonomia

I filmati del piccolo Punch, stretto al suo peluche, hanno fatto il giro del mondo, facendo impazzire i social con decine di milioni di visualizzazioni, superando i 30 milioni su TikTok e Instagram. Lo abbiamo visto maltrattato e bullizzato da quelli più grandi di lui, cacciato, rincorso e, spaventato, rifugiarsi in un angolo tra le braccia dell’orango Djungelskog, proprio come avrebbe fatto con la sua mamma. Il peluche, stratagemma utilizzato per favorire la crescita del macaco, è stato determinante perché oltre a coccolarlo nei momenti difficili, ha fatto un po’ da palestra, consentendogli di allenare la presa. Dopo essere stato respinto dagli altri macachi dello zoo, a gennaio la struttura ha avviato un piano di riavvicinamento che alcuni giorni fa ha avuto primi esiti positivi. In un comunicato si legge che è stato visto giocare con altri piccoli macachi della sua stessa età e in alcuni casi è stato persino pulito e accudito con il grooming, il tipico gesto sociale dei macachi che segna l’accettazione nel gruppo. Nonostante i progressi, torna spesso dal suo amico di pezza, che continua a usare come punto di conforto, soprattutto durante la notte. La sua strada è ormai in discesa: Punch presto vivrà come gli altri macachi, arrampicandosi, giocando e cercando tra i suoi simili quelle cure che fino a poco tempo fa trovava solo tra le braccia di un peluche.

L’abbandono

Il piccolo Punch pesava 500 grammi quando fu abbandonato dalla sua mamma, subito dopo la nascita (26 luglio del 2025): un comportamento insolito, ma che può verificarsi in determinate condizioni che dipendono dall’età della madre, dal suo stato di salute e dalla sua inesperienza. Alison Behie, esperta di primatologia all’Australian National University, ha spiegato che, nel caso di Punch, la mamma era alla sua prima esperienza, quindi probabilmente non pronta ad affrontare il disagio dell’ondata di calore che aveva attraversato il Giappone in quel periodo. Senza l’intervento dell’ equipe dello zoo, che lo ha messo in sicurezza, probabilmente il destino di Punch sarebbe stato un altro. Sin dalle prime ore, è stato alimentato artificialmente e sottoposto a un costante monitoraggio. Il passaggio al peluche non è stato un atto di tenerezza, ma l’inizio di un percorso mirato che, partendo dall’appagamento dell’istinto di prensione fondamentale, cioè il bisogno di aggrapparsi, si concluderà con l’inserimento del primate nel gruppo dei macachi. Perché la scelta di un peluche? Poterlo abbracciare gli permette di allenarsi, di compiere cioè quei gesti tipici dei macachi della sua età senza i quali il suo sviluppo non sarebbe completo, come attaccarsi al pelo della mamma per trovare conforto e abbracciarla per sviluppare la muscolatura. E l’orango Djungelskog, ha le caratteristiche principali: morbidezza, pelo e braccia lunghe.

La piccola star di Ikea

“A volte la famiglia è quella che incontriamo lungo il cammino”, si legge sulle locandine di Ikea che ritraggono il peluche di orango abbracciato ad un altro pupazzo che come lui, fa parte della collezione dedicata alla giungla (Djungelskog). Non tutti sanno che Djungelskog non è il nome del pupazzo, ma quello di un’intera collezione che include “tessili, peluche, libri dedicati agli animali a rischio di estinzione”, si legge sul catalogo del sito web. Il simpatico orango non è che uno dei tanti animaletti che troviamo sugli scaffali, con lui ci sono l’orso bruno, il pitone, l’elefante, il leone e la tigre. Ovviamente la piccola star di casa, oggi è il più richiesto, un oggetto ricercatissimo, il più venduto tanto da essere spesso sold-out. Ikea ha infatti comunicato, dopo la viralità della storia del piccolo macaco Punch, di aver registrato un incremento delle vendite superiore al 200% in alcuni mercati, come quello australiano (fonte: People Magazine). Una parte di questi ricavi, in alcuni Paesi come la Svezia, è stata devoluta direttamente allo zoo per contribuire alle cure del cucciolo. Ikea Giappone ha inoltre regalato a Punch diversi oranghi di ricambio, insieme ad altri giocattoli morbidi, per assicurargli sempre un oggetto di conforto durante la sua crescita. Come tutte le storie virali, anche quella di Punch e del suo peluche, hanno conquistato il cuore di Google, tanto da creare per loro un piccolo easter egg: sticker animati che piovono sullo schermo se nel campo di ricerca si digita Punch the monkey. Provate voi stessi e guardate cosa succede.

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