Curiosità
A dx l'ex ospedale di Maggiano (foto via FAI)
Sono le Libere donne dell'ospedale psichiatrico femminile di Maggiano quelle raccontate nella nuova fiction di Rai 1 in onda da questa sera - martedì 10 marzo. Una storia liberamente ispirata dalla penna di Mario Tobino nel suo romanzo autobiografico e che ritrae le vicende nell'istituto in cui Tobino lavorava come psichiatra.
La struttura che fa da sfondo al racconto sorgeva su un monastero di canonici regolari fondato intorno al 1402. Nel 1769 il senato della repubblica di Lucca chiese formalmente a Papa Clemente XIV di sopprimere il Monastero dei Canonici Lateranensi di Santa Maria di Fregionaia. L'anno successivo, dopo altre supplice, il Papa, con un breve denominato Bonus ille pastor aeternus, sancì la soppressione del Monastero, a condizione che il ricavato fosse destinato ad opere di pubblica assistenza presso l'Ospedale lucchese di San Luca della Misericordia. Si decise così di destinare la struttura al ricovero e all'asilo dei malati di mente - alcuni documenti parlano di passaggio in Spedale de' Pazzi.
Tra il 1772 e il 1775, iniziarono i primi lavori di conversione dell'ex complesso monastico in struttura manicomiale. L'allora rettore dell'ospedale di San Luca della Misericorda, Loreno Bartolini, iniziò a porre le basi per un'organizzazione efficiente dell'istituzione, inviando alcuni collaboratori a Firenze per osservare i metodi impiegati nel manicomio di Santa Dorotea. L'inaugurazione avvenne nel 1773 con il trasferimento di undici pazienti provenienti dal carcere cittadino della Torre.
Nei primi anni di vita dell'ospedale, i pazienti erano tenuti semplicemente in custodia, mentre a partire dal secondo decennio dell'Ottocento, grazie all'opera di Giovanni Buonaccorsi, si adottò l'occupazione manuale come terapia riabilitativa. Mentre gli uomini si dedicavano principalmente ai lavori agricoli, le donne erano impiegate in attività di pulizia e ordine. Tra gli interventi terapeutici più significativi vi furono, nel 1860, l'acquisto di un organo a tastiera e l'apertura di una sala da ballo, quasi un'anticipazione della moderna musicoterapia.
Nella seconda metà del Novecento l'istituzione lucchese fu legata al nome dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, che ricoprì per quarant'anni - a partire dal 9 luglio 1942 - il ruolo di primario del reparto femminile. Lo scrittore viareggino basò sulla sua esperienza professionale molti dei suoi romanzi, come - appunto - Le libere donne di Magliano, pubblicato nel 1953.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy