IL PERSONAGGIO
"Chi vedrà House of Gucci non saprà mai come sono andate realmente le cose", aveva sentenziato Paola Franchi a poco più di un mese dall'uscita del film di Ridley Scott. Il pensiero andava a Maurizio Gucci, il compagno con cui conviveva e che è stato ucciso in una mattina di primavera del 1995 mentre usciva dal palazzo in cui abitava. "Spero almeno che Maurizio non sia stato descritto come un incapace, un burattino nelle mani di Patrizia. È vero che lei metteva becco negli affari dell’azienda, ma lui aveva un gran senso del dovere, era perbene", aveva dichiarato l'ultima compagna Gucci prima di vedere il film in un'intervista sul settimanale F. Il giudizio – pressoché affine a quanto espresso nella lettera collettiva scritta dagli eredi della maison – coincideva con l’idea che la figura della ex moglie Patrizia Reggiani (nel film interpretata da Lady Gaga) sia stata alleggerita a favore di un personaggio con cui lo spettatore potesse familiarizzare: "Capisco che al cinema la cattiva sia il personaggio più affascinante, ma trovo assurdo prendere una donna che ha ucciso il padre delle proprie figlie e farla diventare, se non un'eroina, una con cui empatizzare”.
Milanese doc, ha conseguito gli studi artistici intraprendendo una carriera nell'interior design. L'arte al fianco della moda, per un periodo Paola Franchi ha sfilato in passerella per alcuni brand milanesi. La svolta è arrivata all'inizio degli anni '80 quando ha incontrato Maurizio Gucci, erede dell'omonima e prestigiosa maison italiana. Tra i due nasce un grande amore destinato a durare 15 anni, finchè l'imprenditore venne assassinato su mandato della ex moglie Patrizia Reggiani. Momenti duri per Paola, che poco tempo dopo ha dovuto affrontare il dolore per il suicidio del figlio Charly, avuto con l'ex marito. Dalla sofferenza, un anno dopo è nata “L’Amico Charly”, una onlus dedicata alla prevenzione del disagio giovanile. Dopo anni di solitudine ed estrema riservatezza, Paola ha ricominciato un nuovo capitolo in Africa, dove riscopre la passione per l'arte. Ispirata da quella realtà, si è dedicata alla lavorazione di diversi ritratti, sculture e gioielli, realizzati con i materiali tipici del Kenya. Alla fine del 2010 ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia in L’amore spezzato, libro scritto a quattro mani con Sara Faillaci.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy