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House of Gucci torna in prima serata su Rai 2. Il film del 2021 va in onda venerdì 6 marzo su Rai 2. Basato sul romanzo della giornalista di moda Sara Gay Forden, intitolato “La saga dei Gucci. Una storia vera di moda, avidità, crimine”, ripercorre la storia di una delle più importanti famiglie del mondo della moda. Interpretato da un cast stellare che vede Lady Gaga, Al Pacino, Adam Driver, Jared Leto, Jeremy Irons, Salma Hayek, il film è nello stile corale del regista di “Blade Runner” e “Il gladiatore”, il grande Ridley Scott, che stavolta punta il suo occhio sull’Italia e il mondo dell’alta moda.
È il 1970 quando l’erede di una delle più importanti firme dello stile italiano incontra la sua futura moglie: Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani si sposeranno pochi mesi dopo contro il volere della famiglia di lui. Con gli anni la donna acquisisce sempre più potere sul coniuge e sull’azienda, fino a decidere di commissionare l’omicidio del marito, nel 1995.
Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, entrambi 22enni, si conobbero nel 1970 a una festa milanese, uscendo in gruppo nei locali trendy come il Nephenta. Inizialmente lei lo trovò arrogante e "pieno del nome Gucci", ma dopo alcuni appuntamenti scoprì un lato diverso, che la conquistò. L'amore sbocciò rapidamente, culminando in una proposta di matrimonio.
Si sposarono il 28 ottobre 1972 nella Chiesa di San Sepolcro a Milano, con 500 invitati. Patrizia divenne "Lady Gucci", vivendo una vita di lusso, anche se Rodolfo inizialmente tentò di boicottare le nozze. Il padre dello sposo non approvò il loro matrimonio, in quanto riteneva Patrizia un'arrivista sociale con in mente solamente i soldi; tra i 500 invitati alla cerimonia, infatti, non si presentò nessun membro della famiglia Gucci.
Trasferitisi a New York grazie allo zio Aldo, ebbero due figlie: Alessandra (1977) e Allegra (1981). Successivamente, dopo la nascita della prima figlia, Rodolfo manifestò l'intenzione di riconciliarsi con figlio e nuora e regalò loro un lussuoso attico all'Olympic Tower a New York. Ben presto Patrizia diventa attiva nei circoli sociali di New York, facendo apparizioni regolari a feste ed eventi di moda e diventando amica di Jacqueline Kennedy Onassis e dei coniugi Trump.
Dopo 13 anni, nel 1985 Maurizio lasciò Patrizia per Paola Franchi, una decoratrice più giovane, causando gelosie e rancori. Usò come pretesto per abbandonare la famiglia un viaggio d'affari a Firenze. Il divorzio fu formalizzato nel 1994, con un assegno annuo di circa 1,5 miliardi di lire (o 1,47 milioni di dollari) per lei. Patrizia, colpita da un tumore benigno al cervello nel 1991, accusò l'ex marito di scarso supporto durante la malattia e l'abbandono delle figlie. Dopo il divorzio, Patrizia continuò ad usare il cognome Gucci anche se per legge non le è più concesso, dicendo di "sentirsi la più Gucci di tutti".
È proprio già nei primi anni del divorzio che Reggiani, come racconta a Franca Leosini durante un'intervista per il programma "Storie Maledette", inizia ad avere pensieri omicidi. Ad amici e conoscenti dice di volere morto Gucci e offre a una dipendente e al marito del denaro per ucciderlo. I due avvertiranno poi Gucci che però non prende alcuna misura per proteggersi. Intanto, proprio durante gli anni del divorzio e poi della malattia cresce l'amicizia tra Lady Gucci e Pina Auriemma, che sarà poi condannata a 19 anni di carcere con l'accusa di essere stata l'intermediaria tra Patrizia Reggiani, mandante dell'omicidio, e l'esecutore del delitto. Le due si erano conosciute alla fine degli anni '70 a Ischia e da allora intrattenevano un'amicizia perlopiù telefonica. È Pina Auriemma a trovare i due esecutori materiali dell'omicidio di Maurizio Gucci e per questo motivo la donna ha poi scontato tredici anni di carcere tornando poi libera nel 2010.
Il 27 marzo 1995 Maurizio stava entrando nel suo ufficio in Piazza della Scala quando fu colpito da quattro proiettili (due alla schiena, uno al gluteo e l'ultimo alla tempia sinistra), uccidendolo solo con l'ultimo colpo. Il delitto scosse l’opinione pubblica e le indagini iniziarono subito. Nel 1997, Patrizia fu arrestata e accusata di aver orchestrato l’omicidio del marito. Si scoprì che aveva assunto un killer a pagamento, con l’aiuto di un amico e di un uomo di contatto. Patrizia, al processo, si difese sostenendo che Maurizio l’aveva tradita e abbandonata, e che lei si sentiva tradita. Nella stessa mattinata vengono arrestati anche Benedetto Ceraulo, un ristoratore affetto da grandi debiti economici, accusato di essere l'esecutore materiale del delitto, Orazio Cicala, l'autista nonché complice dell'assassino, Ivano Savioni, accusato di essere l'organizzatore del delitto procurando il sicario a Reggiani, e Giuseppina Auriemma, intermediaria fra la mandante del delitto e gli esecutori materiali. Nel 1998, Patrizia Reggiani fu condannata a 29 anni di carcere, ma la sentenza fu successivamente ridotta. L'assassinio di Gucci fu commissionato da Reggiani per una cifra pari a 600 milioni di lire.
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