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Matteo Rinaldi è tra i 4 aspiranti chef che sogna la finalissima di MasterChef 15. È arrivato alla serata finale ed è pronto a giocarsi il tutto per tutto pur di accedere all'ultima fase e presentare il proprio menù alla giuria composta da Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli. Nato a Boltiere, comune in provincia di Bergamo, ha 28 anni e di professione fa il graphic designer.
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Matteo è nato a Bergamo da mamma di Noto e papà di Salerno: grazie alle sue origini non ha sviluppato un senso di appartenenza a un luogo specifico, si sente libero "di approfondire luoghi e radici". Diplomato in Grafica e Comunicazione, si è poi laureato in Design della Comunicazione. La passione per la cucina nasce dalla famiglia paterna che lavorava nella ristorazione: quando aveva 12 anni "sentivo un senso di solitudine e quindi sperimentavo in cucina per occupare il tempo, ero grassottello e quindi venivo isolato". È single ma non fortunatissimo in amore: per far colpo su una ragazza, in uno dei primi appuntamenti, l'ha invitata a una manifestazione di capre. Si definisce "tuttologo", su ogni argomento può raccontare qualche aneddoto: "Ne ho sparate tante di cavolate durante i live cooking: mi venne quasi normale mettere in luce una parte che tendo a nascondere con Lo sapevate che". La cucina per lui è un mezzo di comunicazione importante, partecipa a MasterChef Italia perché "ho la necessità di dimostrare che valgo qualcosa: mi piacerebbe che qualcuno, oltre ad amici e parenti, mi dica 'bravo'". Il suo sogno è aprire una piccola bakery con pochi posti a sedere. "Ho un lievito madre, si chiama Gigino. Al momento è a casa, l'ho lasciato alla mamma. Non saprà nulla fino agli ultimi istanti di questo percorso, spero sia ancora vivo".
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