il personaggio
Sal Da Vinci
Quando Carlo Conti annuncia il suo nome come vincitore della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Sal Da Vinci è già un’icona: giacca bianca impeccabile, sorriso smagliante e, soprattutto, un papillon nero grande quasi quanto il suo sogno di vittoria. In un Ariston dove dominano smoking classici e total black, quel fiocco extralarge diventa il punto esclamativo visivo della serata, il dettaglio che imprime nella memoria il momento in cui Per sempre sì si prende il primo posto.
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Il cantautore napoletano sceglie uno smoking con giacca bianca, papillon nero romantico e due anelli di diamanti che brillano sulle dita, look commentato dai fashion magazine come una mise da sposo sul palco dell’Ariston. Non è un caso: mentre canta Per sempre sì – già consacrata tormentone della kermesse – sembra davvero portare all’altare il Festival stesso, trasformando il palco in una cerimonia in cui il suo “sì” è quello del pubblico e delle giurie.
Le pagelle di stile non perdonano e, anzi, si concentrano proprio su quel papillon oversize, definito da qualcuno un romantico fiocco dandy e da altri un azzardo che sfiora l’effetto catering di lusso. È il classico dettaglio che spacca in due: troppo grande per passare inosservato, troppo teatrale per essere solo un accessorio, diventa l’elemento su cui si misura il confine tra eleganza e eccesso.
Accolto da cori e standing ovation ogni volta che sale sul palco, Sal Da Vinci trasforma il suo look total white con papillon nero in una firma riconoscibile della finale. Nel giro di poche ore, quel nodo gigantesco rimbalza sui social: meme, fotomontaggi, paragoni ironici ma anche chi lo elegge "papillon dell’anno", a dimostrazione di quanto un singolo dettaglio possa catalizzare la conversazione online attorno al Festival.
Dietro quel fiocco esagerato c’è anche la cifra di un artista che porta sul palco tutta la teatralità napoletana, mescolando romanticismo, neomelodico e pop virale, la stessa miscela che negli ultimi anni ha rilanciato la sua carriera con Rossetto e caffè. La vittoria a Sanremo 2026 – prima per un cantante napoletano dopo decenni – arriva così vestita di bianco e legata da un papillon nero enorme, perfetto nel raccontare un trionfo volutamente sopra le righe, proprio come il suo protagonista.
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