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L'INTERVISTA

Sanremo 2026, Blind: "Dopo alti e bassi l’Ariston è una vittoria. Con Nicolò Filippucci c’è una tensione positiva. ‘Nei miei DM’? Spero diventi un tormentone"

Claudia Boccucci

25 Febbraio 2026, 20:00

Sanremo 2026, Blind: "Dopo alti e bassi l’Ariston è una vittoria. Con Nicolò Filippucci c’è una tensione positiva. ‘Nei miei DM’? Spero diventi un tormentone"

Il cuore verde fa da protagonista nella categoria Nuove Proposte di questa 76esima edizione del Festival di Sanremo. La sfida in programma per stasera tra i due conterranei Nicolò Filippucci e Blind – all’anagrafe Franco Popi Rujan - sta per entrare nel vivo, ma a un passo dalla vittoria, c’è posto per un solo umbro. A contendersi il posto in finale, insieme a Soniko e El Ma, è il rapper originario di Ponte San Giovanni, che dopo la partecipazione a X Factor 2020 ora si prepara a vivere il suo sogno a occhi aperti.

Dalla finale di X Factor alle tante collaborazioni, fino a questo Sanremo 2026. Come si sente?

“Sto vivendo tutto al massimo. Sognavo da sempre questo momento. Dopo X Factor ho avuto momenti di alti e bassi, più bassi che alti in realtà. Sono fiero di non aver mai smesso di credere in me stesso. Per me arrivare su quel palco è già di per sé una vittoria”.

Sanremo è un palcoscenico storico. C'è un artista che a cui si ispira?

“Ammiro tutti coloro che sono approdati all’Ariston. Arrivare lì significa esserselo meritati e aver fatto qualcosa di valido. In particolare mi ispiro a Emma, con la quale sono ancora legato, mi ha augurato buona fortuna per la gara. Tra gli altri menziono anche Geolier, che ho incontrato a una cena a Roma dopo le prove con l’orchestra. Mi ha dato dei consigli e dei suggerimenti preziosi. Un altro artista a cui mi ispiro è Ghali che per me a livello di stile, scrittura e comunicazione è uno dei migliori in Italia”.

Parteciperà con il brano "Nei miei DM" insieme a El Ma e Soniko, quali sono le sue aspettative per il Festival?

“Il nostro è un brano molto diverso dalle ballad sanremesi. È fresco, giovanile e moderno anche a livello di sonorità. Non mi aspetto di vincere il Premio della Critica, ma mi piacerebbe che la canzone diventasse un tormentone, una hit che possa far ballare tutti”.

Come vi siete preparati per l'esibizione?

“Abbiamo fatto un sacco di prove, anche in sala da ballo per quanto riguarda la coreografia nel ritornello del brano. Andiamo molto d’accordo tra di noi e quando ti trovi bene a lavorare con gli altri tutto diventa più semplice”.

C’è qualcosa di autobiografico nel brano?

“Il testo l’ho scritto io, quindi la maggior parte delle parole riflettono le emozioni che ho provato in questi anni. L’ho scritto dopo X Factor, tra il 2022 e il 2023. All’epoca mi ero appena trasferito a Milano”.

Tra le Nuove Proposte c’è anche Nicolò Filippucci, lo conosceva già? Che aria si respira tra i giovani in gara?

“Sapevo chi era Nicolò ma non lo conoscevo di persona. Ci siamo incontrati a Sarà Sanremo, ci siamo salutati augurandoci reciprocamente buona fortuna… è pur sempre un avversario (ride). Tra di noi ci siamo ancora vissuti poco, ma sicuramente c’è un’aria di tensione positiva”.

Per chi farà il tifo tra i Big in gara?

“Mi piace molto Chiello. Adoro la sua musica, la sua scrittura e la sua attitudine”.

Lei viene da Ponte San Giovanni, che ruolo ha avuto questo contesto nella sua passione per la musica e il rap?

“Lì è dove è nato tutto. Ho iniziato a raccontare la vita che facevo, attraverso la musica volevo mandare un messaggio al pubblico. Per me era una via di uscita dalla strada. Torno spesso a casa, anche quando sono andato a Roma sono partito un giorno prima per andare a trovare mia mamma”.

È emozionata?

“Sì, è impazzita nella ricerca del vestito da indossare per il Festival. Ovviamente la vedrò seduta tra il pubblico”.

Come è nato il suo nome d'arte "Blind"?

“Nasce dalla mia storia personale. Blind significa ‘cieco’ in inglese, rappresenta il mio cambio di prospettiva. Con il tempo ho imparato a guardare i miei obiettivi senza dare troppo spazio ai problemi che mi circondavano”.

Nel suo libro “Cicatrici” ha raccontato i momenti più difficili della sua infanzia. Cosa direbbe oggi a quel bambino?

“Gli direi che se non avesse passato tutte quelle difficoltà non sarebbe stato la persona di oggi. Se fossi nato in un posto ‘privilegiato’, non avrei avuto tutta la fame che ho oggi nel raggiungere i miei obiettivi”.

Attualmente vive a Milano, com'è nata la scelta di trasferirsi lì?

“Milano ti dà molte opportunità soprattutto nel settore della musica. Ho scelto questa città per seguire il mio sogno. Ogni tanto la nostalgia di casa si fa sentire, ma quando posso torno in Umbria. Qui mi trovo bene e ho le persone giuste che mi seguono”.

Recentemente è tornato a Perugia per il concertone in piazza IV Novembre, com'è stato esibirsi a casa?

“Ho vissuto grandi emozioni quando sono salito su quel palco a casa mia, tra la mia gente. Dopo X Factor non avevo mai cantato a Perugia. È stata una bellissima esperienza”.

Che consiglio darebbe ai giovani che sognano una carriera nella musica?

“La cosa principale è essere convinti di quello che si sta facendo, questo vale in ogni ambito lavorativo. Consiglio anche di circondarsi solo di persone positive che ti supportano e credono in te. Le energie negative ci portano sulla cattiva strada e non premettono di dare il massimo”.

Dopo Sanremo quali sono i progetti in cantiere?

“Stiamo già lavorando al singolo estivo e sto per chiudere le date del prossimo tour. Nel frattempo sto anche lavorando al mio ultimo disco che ancora non so quando uscirà”.

Un piccolo spoiler sul tour?

“Posso solo dire che forse sono previste anche due date in Umbria”.

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